ESCLUSIVA LS – Coach Torchia: «Le mie ragazze si toglieranno delle soddisfazioni, che emozione la bandiera»

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La soddisfazione è ancora grande in casa Pegli dopo il successo al prestigioso Lundaspelen. In terra svedese le giovani Sharkers hanno infatti conquistato la coppa nella categoria U15 da uniche rappresentanti della pallacanestro nostrana. In esclusiva per Liguria a Spicchi ecco un’intervista ad Ezio Torchia, capo allenatore delle pegliesi.

Quali differenze sostanziali hai notato nell’approccio al gioco vostro e delle vostre avversarie straniere?

La sostanziale differenza è nell’aggressività difensiva. Le squadre avversarie in generale concedono molto più spazio sul perimetro difendendo maggiormente l’area, sia quando difendono a zona che nella difesa ad uomo. Questo si traduce in un metro arbitrale molto meno permissivo, che tutela di più l’aspetto tecnico e punisce la difesa fatta solo di contatto. Tatticamente si ricorre di più all’uso della zona sia a metà campo che con zone press a tutto campo. Qualitativamente si sono visti ottimi fondamentali soprattutto nel tiro molto preciso, meno intensità ed una fisicità importante.

C’è una giocatrice avversaria che ti ha colpito particolarmente?

La squadra con cui abbiamo giocato la finale aveva almeno tre giocatrici che per qualità tecnica e fisicità sono veramente di livello molto alto. Una di esse (Caroline Glud Rasmussen, n.d.r.) ha disputato il torneo nella categoria U14 nell’U16 e anche nell’U18, risultando determinante in tutte e tre le competizioni.

Dal punto di vista dell’organizzazione e delle strutture di cui si sono resi protagonisti gli svedesi come descriveresti questa esperienza?

L’organizzazione impeccabile. Ha permesso lo svolgimento se non erro di 750 gare in 4 giorni (seppur compresse in soli 2 tempi da 15 minuti). I trasporti, la logistica, la distribuzione dei pasti tutto ha funzionato alla perfezione. Le strutture, sia scuole che palestre sono assolutamente di un altro pianeta. L’ospitalità di primo livello.

Senza fare nomi, dove credi possano arrivare le tue ragazze per la loro futura carriera?

Con la mentalità dimostrata di cui anche io che le conosco così bene non ero pienamente consapevole, penso che potranno togliersi molte soddisfazioni in campo cestistico.

Cosa avete provato quando avete ascoltato l’inno e visto la bandiera italiana appesa per la finale?

Visti i tempi serrati, finali delle altre categorie a seguire, l’inno non è stato messo ma l’emozione di entrare per la presentazione all’americana quasi al buio con la musica e le bandiere era chiaramente visibile nelle ragazze e anche in noi dello staff. Ricorderemo per sempre i nostri nomi pronunciati in maniera improbabile dalla speaker.

Se dovessi descrivere questa vittoria con un aggettivo che aggettivo utilizzeresti?

“Rossiniana”, per il crescendo di emozioni, di consapevolezza, di autostima e voglia vincere dimostrata.

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Matteo Calautti
About Matteo Calautti 2393 Articles
Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, East Journal, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi, Il Calcio Portoghese e Dragoni d'Oriente, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure, al calcio lusitano ed al Leyton Orient.