ESCLUSIVA LS – Ferrando: «Difficile descrivere dieci anni con Brignoli, a Santa la fame non manca»

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© Edited by MATTEO CALAUTTI
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Il protagonista della Red Basket durante l’ultima travagliata stagione, ovvero Federico Ferrando, si è trasferito a Tigullio in estate. L’ex playmaker di Ovada ha rilasciato una breve intervista a Liguria a Spicchi sulla sua prossima avventura levantina.

Cosa ti ha lasciato il tuo processo di crescita durante la tua esperienza agli ordini di coach Brignoli? 

Non è semplice rispondere esaurientemente a questa domanda. Non è facile riassumere dieci anni di pallacanestro in poche parole. Io ed i miei compagni siamo cresciuti con Andreas (Brignoli, n.d.r.) e abbiamo imparato ad amarlo come allenatore e come persona. Abbiamo apprezzato i pregi e compreso i difetti condividendo veramente tante esperienze. Può sembrare banale, ma condividere per dieci anni anche solo due ore al giorno con una persona vuol dire tanto, soprattutto a livello giovanile dove si cresce cestisticamente e come persone, e dove in palestra si condividono gioie, ansie, delusioni derivanti dal campo e fuori. Andre oltre a darci tutto cestisticamente ci ha anche fatto diventare uomini e la cosa più bella è stata sentirsi dire “grazie” a fine percorso per aver dato tanto a lui. Dunque porto con me tutta la formazione cestistica ma anche l’aspetto mentale che ci ha trasmesso basato su umiltà e ambizione.

Come ti sei trovato in squadra con William Barber? Come era il vostro rapporto?

Avevamo un ottimo rapporto. Will è un ragazzo simpatico che sapeva divertirsi con noi, nonostante inizialmente si capisse poco la lingua. È un peccato che la stagione abbia preso una brutta piega perché se ci avessimo creduto un poco di più sarebbe andata sicuramente meglio con il suo potenziale offensivo ed il suo atletismo. È andata ma è stata senza dubbio una bella esperienza giocare con qualcuno che veniva da un posto dove il basket viene concepito in maniera diversa.

Quali le motivazioni della tua scelta in favore di Tigullio? Come trovi l’ambiente e quali pensi possano essere gli obbiettivi?

Coach Pezzi mi ha cercato praticamente subito al termine della scorsa stagione. Mi ha chiamato lui personalmente più volte e mi ha fatto sentire desiderato ed è bello quando ti senti apprezzato per la cosa che più ti piace fare. Dunque non è stata una scelta particolarmente difficile visto che Ovada non aveva più la squadra e inoltre Santa Margherita mi dà la possibilità di fare il campionato DNG U20. Essendo per me l’ultima occasione per prenderne parte non voglio perderla. L’ambiente è ottimo: siamo tutti giovani, vogliamo vincere partite e fare il massimo, essendo consapevoli di potercela giocare con tutti. La cattiveria e la fame a Santa non mancano di certo. Come obbiettivo abbiamo quello dei Playoff per la Serie C Silver, mentre per la DNG non saprei. Bisogna vedere chi ci troviamo contro ma a Santa la fame non manca.

Quale invece il tuo obbiettivo personale?

Personalmente non saprei quali obbiettivi pormi in Serie C. Mi aspetto più vittorie sicuramente e spero di essere fondamentale per aiutare a portarle a casa. Con l’Under non saprei ma l’idea di confrontarmi con i migliori giovani d’Italia è pazzesca e non vedo l’ora di giocare contro di loro, provando magari a tener testa a qualche gran giocatore. Ma vedremo cosa ne verrà fuori. 

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Matteo Calautti
About Matteo Calautti 3148 Articles
Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, East Journal, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi, Il Calcio Portoghese e Dragoni d'Oriente, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure, al calcio lusitano ed al Leyton Orient.