SERIE C – La presa di posizione di Recco dopo le polemiche di ieri al PalaFigoi

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© Edited by MATTEO CALAUTTI
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Al PalaFigoi nella giornata di ieri sarebbe dovuta andare in scena la sfida di Serie C Silver tra Pegli di coach Costa e Recco di coach Bertini. Partita che non è stata disputata a causa di un reclamo ufficiale presentato dalla società recchese, con annesse polemiche. Gli ospiti hanno deciso di prendere posizione pubblicamente sul loro sito ufficiale attraverso questa dichiarazione di Matteo Bertini, capo allenatore della prima squadra:

Buonasera,

oggi sono poco sereno, anzi sono arrabbiato, anzi….è meglio che mi fermo qui.

Questa sera era in programma la quarta giornata del campionato di C Silver e la nostra Pro Recco era di scena a Genova Palestra Lago Figoi contro Basket Pegli per uno scontro importante per il cammino di entrambe le squadre. Arrivati in palestra (stessa palestra di 15 giorni fa contro Sestri Ponente sconfitta per noi di 7 lunghezze) ed iniziato il riscaldamento i miei giocatori mi fanno nuovamente notare, come l’ultima volta, che il canestro dove stavamo giocando risultava essere notevolmente più alto del normale, quindi gentilmente chiedo al responsabile del campo se fosse possibile controllare ed eventualmente abbassare il canestro. Quest’ultimo si arma di due bastoni legati insieme, secondo lui di lunghezza pari a  3,05 metri, misura il canestro che appare anche così chiaramente più alto della pertica e si giustifica dicendo: “si effettivamente è più alto ma anche l’altro è così”.

In questo clima ancora sereno e conviviale io sorridendo chiedo allora che vengano abbassati e messi in regola entrambi i canestri ma quando ci si accorge che il meccanismo che regola il canestro è guasto la scena cambia e passa ad essere molto più tesa.

A questo punto mi vedo costretto ad avvisare la coppia arbitrale di questo fatto e loro mi dicono che per poter misurare loro il canestro, devo presentare un reclamo scritto, quindi armato di carta e penna scrivo la mia lamentela su un foglio rimediato in tribuna.

Consegnato ed archiviato il foglio, il primo arbitro si fa dare il solito bastone ma prima di utilizzarlo lo misura con un metro segnando una tacca di almeno un paio di centimetri al di sotto della punta dello stesso. Figuratevi la scena, se il bastone risultava molto più corto del canestro nella sua interezza immaginatevi come poteva essere decurtato dalla misurazione arbitrale. Insomma per farla breve la differenza era di almeno 10 cm e quindi data la loro impossibilità ad abbassare i canestri tutti alla doccia e palla al Giudice Sportivo.

Letto questo lungo antefatto il mio caro lettore si chiederà: “coach ma perché allora sei arrabbiato?”

Caro ingenuo lettore, sono arrabbiato perché improvvisamente sono diventato l’uomo del disastro, io sono stato identificato come il colpevole della situazione, come se l’errore fosse stato il mio, perché ho osato dire una cosa palese a tutti.

Con i miei giocatori perdo molto tempo e molta pazienza nel cercare di infondere il concetto di alibi zero, credo che assumersi la responsabilità di un errore sia un atteggiamento maturo ed onesto, mentre il non farlo, attaccando oltretutto colui che ti ha fatto notare l’errore, sia il vero malessere di questa nuova società che troppo spesso nasconde la testa sotto la sabbia e che trasforma chi è nel giusto nel carnefice pignolo e rompipalle e chi sbaglia per disattenzione o menefreghismo nella vittima del sistema.

Lascio la macchina in divieto di sosta e prendo la multa? Beh però anche il vigile!

Prendo un 4 perché non ho studiato niente? Ma la professoressa ce l’ha con me!

Prendo un tecnico perché ho tirato una bestemmia che è arrivata chiaramente fino al cielo? Ma l’arbitro poteva anche non scrivere!

Utilizzo una raccomandazione per entrare in un posto di lavoro? Intanto fanno tutti così!

Chiedo se si può abbassare un canestro chiaramente più alto di almeno 10 cm? Beh se sei venuto a rompere i coglioni!

Ecco perché sono arrabbiato, perché sono stufo del non è colpa mia!

Oggi sono uscito di casa alle 16.00 ho preso un sacco d’acqua, ho guidato il pulmino della squadra, sono arrivato davanti alla porta della palestra un’ora e mezzo prima, ho aspettato fuori, sempre sotto l’acqua, perché ovviamente non c’era nessuno e vogliono farmi passare per quello che non ha voluto giocare la partita, ma come può essere accettabile tutto questo.

Mi scuso per lo sfogo di mezzanotte e mi scuso anche per l’esordio stagionale rimandato per Mariani e Chiovetta ma ogni tanto qualche scusa mi piacerebbe riceverla anche a me.

Oggi un po’ meno di ieri WE LOVE THIS GAME

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Matteo Calautti
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Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, East Journal, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi, Il Calcio Portoghese e Dragoni d'Oriente, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure, al calcio lusitano ed al Leyton Orient.