#AMERICANDREAM – «Le vittorie non cadono dal cielo: dipende tutto da noi!»

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© MATTEO CALAUTTI
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Eccoci arrivati nel 2019 e quindi anche al mio primo articolo mensile per il mio spazio personale sul sito Liguria A Spicchi.

Con il mese di gennaio abbiamo finalmente iniziato il girone di Conference e abbiamo giocato ben sette partite al momento. Il nostro record attuale in Conference è di 1-6. Che dire, non uno dei migliori infatti dietro a queste cinque partite perse ci sono problemi di fondo di squadra (e purtroppo di qualche compagna infortunata). Il problema principale è che non manteniamo l’asticella dove dovrebbe essere e anzi, ci abbassiamo al livello della squadra contro cui giochiamo quel giorno. Fondamentalmente nel nostro girone abbiamo solo una/due squadre che sono MOLTO forti (Casper e Sheridan). Per il resto sono tutte al nostro livello o minore: Gillette, Northwest, Laramie County e Eastern Wyoming, Central.

La prima partita di Conference del 2019 è stata contro Gillette il 9 gennaio a casa loro (sei ore di pullman). Di ritorno dalle vacanze di Natale, abbiamo preparato la partita per una settimana e mezza. Il tutto includeva: Game Film nella Team Room ( cioè “studiare” la squadra avversaria guardando varie partite che avevano giocato prima di Natale), allenamento in campo (schemi, tattiche e soluzioni migliori per attaccare e difendere contro Gillette) , pesi e conditioning (corsa, scatti, ecc). Successivamente il coach ci ha assegnato le marcature e noi in un secondo tempo le abbiamo ulteriormente analizzate per capire chi era “migliore” e quali erano i punti forti e deboli, così da arrivare pronte per la partita sapendo a chi piace andare a canestro, chi tira da tre e da due, chi va a rimbalzo e chi no, chi perde maggiormente palla se pressato in difesa, e così via.

Gillette era sicuramente alla nostra portata e soprattutto una squadra giovane ed inesperta che però è riuscita a superarci perché ha saputo approfittare della nostra leggerezza nel valutarle. Un meticoloso lavoro buttato nella spazzatura così, in 40 minuti di gioco. Personalmente ho segnato 15 punti con 6-14 dal campo (42.9%) e 5 rimbalzi. Ma i punti di per sè del singolo contano zero quando si perde la partita.

La seconda partita è stata contro Sheridan: due giorni per prepararla e anche in questo caso sei ore di viaggio in pullman. Perso di 1 contro una grande squadra di tiratrici da 3 punti. Siamo riuscite a limitarle ma purtroppo alla fine hanno avuto la meglio. Ho segnato 9 punti con 4-10 dal campo (40%) e 8 rimbalzi. Ma in questi momenti preferirei non segnare ma che la mia squadra vincesse.

Arriviamo alla terza partita, finalmente in casa, contro Northwest e arriva così anche la prima vittoria! Personalmente ho segnato 17 punti con 5-14 dal campo (35.7%) e ben 10 rimbalzi. Vittoria di squadra e una doppia doppia, cosa posso chiedere di più!

Tre giorni dopo abbiamo affrontato Casper in casa, non una partita facile (persa di 12) ma abbiamo combattuto fino alla fine. 5 punti miei con 2-7 dal campo (28.7%) . Arriviamo ora alla partita numero cinque contro Laramie County. Il terzo quarto purtroppo ci rovina sempre in tutte le nostre partite (grazie anche alla panchina corta) e anche in questo caso alla fine perdiamo di 11. Ho terminato con 5-8 dal campo (62.5%) segnando 13 punti e prendendo 7 rimbalzi.

Penultima partita di gennaio contro Eastern Wyoming: un disastro. Tutte che cercano di risolvere la partita da sole, nessuno che rallenta il gioco o chiama time out per sistemare le cose. C’è stato un vero e proprio breakdown mentale. Termino la partita con 11 punti, 2-6 dal campo (33.3%) e 5 palle rubate. Arriviamo così finalmente all’ultima partita di gennaio contro Gillette in casa, persa 65-63 a causa di una tripla all’ultimo secondo. Che frustrazione. Io ho terminato con 5-12 dal campo (41.7%), 15 punti e 7 rimbalzi.

Ora dobbiamo impegnarci e concentrarci ancora di più affinché febbraio ci porti finalmente delle gioie. Ops… delle vittorie! Ma non cadranno dal cielo, dipende tutto da noi.

Francesca Facchini
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«Responsabile, ambiziosa e imprevedibile. Essere responsabile è la chiave di tutto, specialmente se hai lasciato casa e famiglia a 16 anni. Devi essere ambizioso se vuoi andare avanti. Sii imprevedibile e stupisci tutti».