SPORT 2016: Dall’attacco allo Stade de France alla paura per EURO 2016 e Rio 2016, passando per il Jihad

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Pubblicato su East Journal in data 12/12/2016.

Questo articolo è il primo di una serie con cui la redazione sportiva di East Journal vi accompagnerà fino a fine anno. SPORT 2016 intende essere una rassegna dei principali temi “extrasportivi” che hanno invaso il campo della manifestazione atletica nel corso del 2016. Un anno di grande attenzione per Europei e Olimpiadi, in cui si sono sovrapposti al racconto sportivo tematiche relative a terrorismo, immigrazione, doping, riconoscimento internazionale e altro ancora. 

È stato un anno all’insegna della psicosi collettiva quello che sta andando concludendosi. Un anno incominciato sulle ceneri delle stragi di Parigi ed in cui la paura verso il terrorismo ha condizionato ogni ambito della collettività. Così è stato anche per lo sport, con un conseguente intensificarsi dei controlli in occasione di eventi sportivi, obbiettivi evidentemente molto sensibili.

Le stragi di Parigi si diceva. Il palcoscenico di uno degli attacchi della cellula dell’ISIS, per fortuna non andato a buon fine, è stato lo Stade de France, nel quale era in corso l’amichevole tra Francia e Germania. Al 16′ del primo tempo dall’esterno dello stadio si sente una prima esplosione, pochi minuti dopo un secondo boato. Dopo che la prima impressione fu quella di un petardo, all’interno dello stadio i tifosi iniziano a rumoreggiare ma non circola alcuna notizia. All’esterno un uomo avrebbe cercato di introdursi dentro lo stadio regolarmente ma con una carica esplosiva addosso, fatta poi sprigionare fuori dall’impianto dopo esser stato bloccato ai controlli. Pochi minuti dopo un secondo uomo avrebbe fatto lo stesso. In un clima surreale la partita viene fatta terminare dal presidente François Hollande, che però viene accompagnato fuori dallo stadio sotto scorta.

Inutile dire che l’evento abbia scosso il mondo intero, specie in previsione di due eventi di portata planetaria durante la successiva estate: Europei in Francia ed Olimpiadi a Rio de Janeiro. Non sono mancati tentativi di distensione sociale, come quello attuato a giugno dalla ONG londinese Unity of Faiths Foundation, la quale ha organizzato a Bruxelles un’amichevole tra gli inglesi del Southall ed i ragazzi di Molenbeek, quartiere della capitale che si è dimostrato la culla del fondamentalismo islamico padre della strage belga a marzo. Tuttavia il vento non è cambiato, specie dopo frasi come «gli Europei saranno un cimitero», affermata in diretta Facebook da Larossi Abballa, squilibrato che ha ucciso due persone a Parigi prima di essere freddato dalla polizia. A luglio è stato addirittura pubblicato in rete un appello ed una sorta di vademecum per “lupi solitari” in terra brasiliana.

Di conseguenza, prima delle suddette manifestazioni sono stati attuati controlli a tappeto ed effettuati numerosi arresti. Per esempio, a giugno sono stati arrestati 12 presunti terroristi in Belgio, pronti a colpire durante la sfida in Francia tra la loro nazionale e l’Irlanda. Oppure ancora in Brasile, dove a luglio sono stati arrestati 10 fondamentalisti in svariati Stati carioca pronti a colpire durante i Giochi. Prima della competizione francese è stata addirittura lanciata Saip, un’app di allerta in caso di attacchi in grado di dare indicazioni su come comportarsi in caso di emergenza.

Intanto gli orrori in Siria sono continuati. A luglio l’ISIS ha catturato e decapitato quattro giocatori dell’Al-Shabab, compagine calcistica siriana con sede a Raqqa, accusati di spionaggio in favore dei curdi. Nonostante gli orrori della guerra, il Jihad ha attecchito anche tra numerosi calciatori. L’arruolamento di gruppo più eclatante era stato quello del 2015, quando erano partiti da Londra per arruolarsi cinque giocatori portoghesi fra cui Fabio Pocas, proveniente dalle giovanili dello Sporting Club di Lisbona. Prima ancora era stata la volta dei vari Yann Nsaku, Burak Karan e Nidhal Selmi: il primo proveniente dal Portsmuouth, gli ultimi due rispettivamente protagonisti con le nazionali giovanili tedesche e tunisine. Percorso opposto, invece, è stato seguito dal calciatore libanese Kassem Shamkha, deceduto circa un mese fa durante la Battaglia di Aleppo tra le file di Hezbollah. Infine, non solo calcio in questo orrore. Chamsulvara Chamsulvarayev, lottatore azero ucciso in un raid aereo in Iraq, aveva deciso di arruolarsi con lo Stato Islamico.

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Matteo Calautti
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Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, East Journal, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi, Il Calcio Portoghese e Dragoni d'Oriente, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure, al calcio lusitano ed al Leyton Orient.