Do you know? – Espulsioni, tra record e ″pezzi″ di storia (Parte 2/2)

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Pubblicato su Sportando nella rubrica Do you know? in data 11/03/2015.

La scorsa è stata una settimana di basket molto movimentata dal punto di vista dei provvedimenti disciplinari, in un asse tra la Florida ed i Paesi Baschi mai così florido. Con la rubrica Do you know? è giunto il momento amarcord delle espulsioni più particolari. Settimana scorsa è stata la volta dei casi non americani, oggi invece ci occupiamo dei casi nella NBA.

PICCOLA PREMESSA. Questa raccolta non potrà mai essere definitiva. Sicuramente ci sarà qualche episodio sfuggito, oppure semplicemente giudicato meno emblematico di altri. Inoltre, sono state considerate solo espulsioni in seguito alle quali si è continuato a giocare, escludendo quindi la storica rissa di Detroit con protagonista The Panda’s Friend (all’epoca Ron Artest, prima di divenire Metta World Peace) e la folle zuffa tra Serbia e Grecia nel Torneo Acropolis del 2010, caratterizzata dalla “sediata” di Nenad Krstić a Ioannis Bourousis.

MIAMI vs PHOENIX. Era da un po’ che non si vedeva in NBA il nervosismo che ha caratterizzato il terzo quarto della partita tra gli Heat ed i Suns. Infatti, dapprima è stato espulso Markieff Morris per un fallo molto pericoloso su un Goran Dragić lanciato in contropiede. In seguito, invece, Hassan Whiteside effettua una vera e propria spear (chi è stato un amante del wrestling capirà) su Alex Len dopo un duro contatto sotto canestro. Risultato? Entrambi espulsi.

DELIRIO DI ONNIPOTENZA. Ci sono stati casi di espulsioni nella NBA che sono dipesi, diciamolo, dalla permalosità della classe arbitrale Forse i due casi più emblematici sono stati la sghignazzata di Tim Duncan e la “loquacità” di Hedo Türkoğlu. Infatti, durante una partita all’American Airlines Center contro i Dallas Mavericks, dopo un fallo tecnico chiamato dall’arbitro Joe Crawford nei confronti dell’ala texana, lo stesso fischietto decise di cacciare dal parquet Tim a causa di una presunta risata in merito al provvedimento. In seguito, ai microfoni, Duncan affermò: «Lui addirittura dopo avermi espulso mi ha gridato: “Vuoi fare a pugni?”. Peraltro se queste sono le sue intenzioni io di certo non mi tiro indietro». L’ala turca, invece, riuscì nell’impresa di essere espulso dalla panchina perché, secondo l’arbitro, parlava troppo. Così, contornato dall’incredulità di pubblico e staff tecnico, fu costretto a rientrare negli spogliatoi.

DA UN ESTREMO ALL’ALTRO. Ci sono stati casi di espulsioni nella NBA, invece, che sono dipesi dall’assoluta follia dei giocatori verso la classe arbitrale. Un esempio emblematico è stato sicuramente quello di Amir Johnson. L’ala in forza a Toronto da ormai sei anni riuscì nell’impresa di lanciare un paradenti all’arbitro durante un match contro Portland nel 2012, con conseguente espulsione diretta.

FRAINTENDIMENTI. Anche gli arbitri, come i giocatori, possono sbagliare. Ma quando l’errore coincide con un fraintendimento grossolano, ci sono poche riflessioni da fare. Il primo caso da riportare è sicuramente quello della doppia espulsione di Reggie Miller e Grant Hill durante un mach tra Indiana e Phoenix, avvenuta a causa due cordiali “buffetti” sul fondo schiena, evidentemente male interpretati dall’arbitro. Il secondo caso, invece, è quello dell’espulsione di Morris Peterson a causa di uno schiaffetto amichevole ai “danni” di Vince Carter, suo ex compagno a Toronto ma passato ai New Jersey Nets.

SHAQ & BARKLEY FIGHT. Siete mai riusciti a lanciare una palla in testa ad un “omone” di 216 cm? Ecco, Charles Barkley, come i più ricorderanno, è riuscito in quest’impresa contro Shaquille O’Neal. Risultato? La situazione si è incendiata con una zuffa che ha portato all’espulsione di entrambi. È divertente ricordare che, circa un anno fa, i due abbiano scherzato sull’accaduto simulando una rissa sull’emittente americana Turner Network Television.

RECORD DI VELOCITÀ. Chi detiene il record di espulsione più veloce della storia NBA? Rasheed Wallace, grazie al suo invidiabile record di 1’25” di tempo prima del provvedimento disciplinare. Infatti, nel 2012, l’ala di Philadelphia riuscì nell’impresa di commettere tre falli in quel lasso di tempo, dei quali due tecnici con conseguente espulsione. Infatti, durante il match tra New York e Phoenix, Rasheed entra a 2’39” dalla fine della prima frazione e commette un fallo sull’avversario Luis Scola, subendo anche la chiamata di un fallo tecnico a causa del prolungamento del contatto tra i due. Così, si presenta in lunetta un Goran Dragić al cui errore Rasheed urla la frase «Ball don’t lie». Secondo tecnico, espulsione e record per lui.

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Matteo Calautti
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Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, East Journal, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi, Il Calcio Portoghese e Dragoni d'Oriente, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure, al calcio lusitano ed al Leyton Orient.