Notabilis #1 del 2016

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William Shakespeare e il football (Enrico Reggiani)
MondoFutbol, 20/12/2016
Suggestiva ricerca delle prime tracce di football nel Regno Unito a partire dal XII secolo, in ambito sia artistico sia amministrativo. Ricerca conclusa con le due menzioni che gli ha riservato William Shakespeare in due suoi differenti plays: Comedy of Errors e King Lear.

A causa del tumulto prodotto nella City da coloro che colpiscono grandi palloni negli spazi pubblici – da cui potrebbero venire molti mali (Dio non voglia!) – noi comandiamo e proibiamo in nome del re, pena la carcerazione, che tale gioco possa essere da oggi praticato all’interno della City.

Kanyetzsche (Daniele D’Orazi)
Four Domino, 09/12/2016
Interessante parallelo tra il filosofo Friedrich Nietzsche ed il rapper americano Kanye West. Sono diversi gli ambiti analizzati: dal nichilismo al rapporto con le donne, dalla musica allo spirito dionisiaco, giusto per citarne alcuni.

Senza Nietzsche, il mondo della filosofia sarebbe ancora uno scantinato umido e maleodorante pieno di figure sordide e pedanti à la Kant. Senza Ye, il rap sarebbe ancora un giardino zoologico fatto di personaggi orrendi e sgraziati à la 50 Cent.

Di ignoranti, Bomber e di un calcio malato. (Alessandro Colombini)
Minuto Settantotto, 01/08/2016
Analisi sociologica sulla targhetizzazione di un genere di comportamenti, sulla loro svalutazione morale e, infine, sulla loro trasformazione da fenomeni sdegnanti a fenomeni irriverenti. Una targhetizzazione svolta soprattutto, secondo l’autore, da determinate pagine Facebook divenute celebri a suon di like sul social network.

Da qualche anno infatti nell’universo calciofilo nel web e, progressivamente, anche in quello del giornalismo addirittura da carta stampata, si è di fronte ad una rivoluzione del linguaggio e dell’etichettatura di determinati atteggiamenti di calciatori o, comunque, di membri facenti parte dell’universo-calcio. Due parole valgano ad esempio: Bomber e ignorante, anche se il significato spesso coincide.

I figli e la felicità non sono un diritto (Massimo Fini)
Il Fatto Quotidiano, 04/02/2016
Analisi sociologica su tematiche d’attualità come la definizione di coppia di fatto, il diritto alla felicità ed il diritto di avere un figlio. Posizioni forti ed in piccola parte anche non condivise da me, ma comunque spunti di riflessione e garanzia di confronto intellettuale.

La stessa adozione, etero od omo, è un istituto assai ambiguo. Perché parte dal presupposto che avere figli sia un diritto. Sono i diritti impossibili portati alla luce –è il caso di dirlo– dall’Illuminismo. Come il diritto alla felicità o alla salute. Nessuno, foss’anche Domineiddio, può garantirli.

Le complesse origini della lingua araba (Rym Ghazal, traduzione e sintesi di Irene Capiferri)
Arabpress, 18/12/2016
Viaggio nella storia della lingua araba in occasione della giornata mondiale della lingua araba. Una storia, tuttavia, di difficile studio a causa sia della presenza di fonti più orali che scritte nella sua fase embrionale sia della sua differenziazione, nonché europeizzazione nel corso per quanto riguarda gli ultimi secoli.

Per capire gli Arabi e la loro cultura è necessario prima di tutto capire la loro lingua ma, a causa delle molteplici teorie in conflitto sulla sua origine, questo non è un compito facile. […] Il problema principale nel ricostruire la storia della lingua araba è che esistono pochissime prove scritte di gran parte della sua storia, e che del periodo precedente la poesia pre-islamica si possiede solo materiale non vocalizzato, da cui è difficile ricavare schemi linguistici.

La nostra continua paura di sbagliare ha annullato la nostra autostima (Jessica Lahey, traduzione di Guglielmo Latini)
The Post Internazionale, 22/02/2016
Traduzione di un estratto del libro The Gift of Failure, scritto dall’insegnate e giornalista Jessica Lahey e pubblicato nel 2015. In questo passo l’americana si trova di fronte ad una mamma che nota in sua figlia un disinnamoramento verso lo studio e da lì nasce un’illuminante riflessione sul rapporto tra l’amore per il sapere ed i risultati, che sono diventati ormai una “mannaia” sempre più condizionante per le persone.

La verità è questa: sua figlia ha sacrificato la sua naturale curiosità e il suo amore per l’apprendimento sull’altare dei risultati, ed è colpa nostra. I genitori di Marianna, i suoi insegnanti, la società in generale: siamo tutti coinvolti in questo crimine contro l’apprendimento. Dal suo primo giorno di scuola, le abbiamo indicato quel percorso e l’abbiamo educata a misurare i suoi progressi attraverso voti, punteggi e premi.

Piccolo viaggio nell’anima tedesca: 15 concetti che esistono solo in Germania (Sara Trovatelli)
Berlino Magazine, 04/11/2015
Meraviglioso viaggio nella cultura tedesca attraverso 15 vocaboli che rappresentano concetti nitidi nella lingua tedesca ma che non trovano un corrispettivo diretto italiano. Elenco molto interessante, composto da vocaboli che possono anche illuminare alcuni aspetti della mentalità tedesca che rischierebbero di rimanere sconosciuti.

Altro termine molto conosciuto ma difficile da tradurre è lo “spirito del tempo”. Schopenhauer gli prescrisse una vita di trent’anni, il tempo che passa tra la nascita dei padri e quella dei figli. Ma cosa intendono veramente i tedeschi per Zeitgeist?

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Matteo Calautti
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Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, East Journal, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi, Il Calcio Portoghese e Dragoni d'Oriente, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure, al calcio lusitano ed al Leyton Orient.