Notabilis #2 del 2017

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Meno accademia più editoria, ecco i nuovi intellettuali (Francesco Guglieri)
Pagina99, 08/01/2017
Interessantissima analisi sulla fioritura di riviste culturali negli Stati Uniti d’America come conseguenza (o come causa, forse) dell’evoluzione della figura di intellettuale: dall’intellettuale accademico all’intellettuale pubblico. Il tutto caratterizzato da un breve parallelismo con il contesto italiano.

Quello che da più parti si inizia a registrare […] è il declino dell’intellettuale accademico e l’ascesa di un nuovo tipo di intellettuale pubblico. Si tratta di una piccola nicchia di scrittori e intellettuali (soprattutto) newyorkesi, è chiaro, ma il peso e l’influenza che queste esperienze hanno ottenuto in relativamente poco tempo li rende un caso di studio interessante.

Cronaca di una retrocessione annunciata (Roberto Jardim, traduzione di Patrizia Paolini)
MondoFutbol, 08/01/2017
Passionale racconto del dramma sportivo che sta vivendo una delle più importanti società calcistiche brasiliane: l’Internacional di Porto Alegre, appena retrocesso in Série B per la prima volta nella sua storia.

Ora, tocca al Club del Popolo, che per anni si è vantato di essere una delle prime squadre brasiliane ad accettare giocatori di colore, affrontare la Série B con il tecnico Antônio Carlos Zago, che ha il suo curriculum macchiato da un episodio di razzismo.

Trent’anni di Erasmus. “Mi negarono il master negli Usa, mi arrabbiai e nacque il progetto” (Corrado Zunino)
La Repubblica, 09/01/2016
Breve excursus sulla storia del progetto Erasmus con intervista a Sofia Corradi, una delle fautrici iniziali. Interessante l’aneddoto che la portò a battersi per creare una sorta di equiparazione tra i riconoscimenti accademici dei Paesi europei.

Quando tornai a Roma trovai naturale chiedere il riconoscimento di quella specializzazione. […] Il direttore mi riempì di insulti: “Crede che regaliamo una laurea a chi si va a fare una scampagnata negli Stati Uniti? Torni a studiare e veda di essere promossa”. Compresi quel giorno che l’equiparazione dei titoli universitari nel mondo, o perlomeno in Europa, era una cosa da fare”.

Big data: luci e ombre di una nuova frontiera (Lisa Raffi)
Pandora, 03/01/2016
Interessante fotografia di una delle tematiche più affascinanti del nostro secolo: l’archiviazione e lo studio dei big data. Sono molteplici i settori interessati a questa tematica “d’avanguardia”, in funzione della quale si sta delineando un nuovo mestiere come quello del data scientist. Quali le prospettive?

La rivoluzione dei social media crea molteplici opportunità e pone al contempo numerosi interrogativi. Le aziende si chiedono come immagazzinare i miliardi di dati prodotti ogni giorno e come sfruttare queste informazioni per captare i trend del mercato, promuovendo la crescita del proprio business. Dal canto loro, i governi si interrogano su come utilizzarle a livello di sicurezza nazionale, per prevenire il terrorismo o per migliorare settori cruciali, come i trasporti.

Mark Zuckerberg ha ucciso il giornalismo? (Alessandro Sahebi)
Ideologorroico, 09/01/2016
Fine analisi sull’attuale crisi del giornalismo. Dalla velocità alla dipendenza dal click, dalla lunghezza dei contenuti alla loro diffusione, passando per l’inesorabile scomparsa delle generazioni abituate a sfogliare giornali e riviste. La domanda di fondo è una: Facebook sta uccidendo il giornalismo?

Facebook uccide il giornalismo? No. Facebook uccide l’editoria inglobandola a sé. Mark Zuckerberg in un futuro non troppo lontano diventerà l’unico grande editore mondiale. Il nostro lavoro si svolgerà tutta sulla piattaforma sociale e il valore delle nostre inchieste verrà pesato in viralità. La ricerca del vero verrà sostituita dalla ricerca del vano. Lo scoop verrà misurato in clic, la condivisione di informazioni diventerà meno importante della condivisione dei contenuti.

La filosofia è morta? (Graham Harman, traduzione di Chiara Principe e Vincenzo Santarcangelo)
Il Tascabile, 10/01/2017
Quale il ruolo della filosofia in una società come quella contemporanea, che sembra diventare giorno dopo giorno sempre più “scientista”? Hanno ragione alcuni rinomati scienziati e perfino alcuni filosofi ad affermare che sia morta? Interessante analisi di Graham Harman, docente di filosofia alla Southern California Institute of Architecture di Los Angeles.

La filosofia è al contempo la più ambiziosa e la più umile delle attività: ambiziosa in quanto aspira a parlare di tutto, e umile perché philosophia è amore per la saggezza, e non una sapienza in grado di conoscere tutte le cose in profondità. La filosofia deve affrontare qualsiasi argomento le si presenti: allo stesso tempo, però, non può pretendere di dominare o di ridurre o di padroneggiare nessuno di questi argomenti. Di nessun’altra disciplina si può dire lo stesso.

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Matteo Calautti
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Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, East Journal, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi, Il Calcio Portoghese e Dragoni d'Oriente, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure, al calcio lusitano ed al Leyton Orient.