#iCP PRANCHETAS TÁTICAS – Boavista vs Porto 0-1

© Edited by MATTEO CALAUTTI
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2 MINUTES
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PRIMEIRA LIGA
BOAVISTA (4-2-3-1): 33 Vagner, 20 Edu Machado, 22 Carlos Santos (46′ 23 Nuno Henrique), 3 Lucas, 5 Talocha; 27 Anderson Carvalho, 17 Carraça; 45 Iuri Medeiros, 10 Fábio Espinho (58′ 30 Schembri), 7 Renato Santos (77′ 95 Bukia); 19 Bulos. A disp: 16 Rochinha, 28 Tiago Mesquita, 61 Meira, 94 Philipe Sampaio. Allenatore: Miguel Leal.
PORTO (4-3-3): 1 Casillas, 2 Maxi Pereira, 4 Boly, 5 Ivan Marcano, 13 Telles; 20 André André (85′ 21 Layún), 22 Danilo Pereira, 30 Óliver Torres; 17 Jesús Corona (46′ 19 Diogo Jota), 29 Tiquinho Soares, 8 Brahimi (71′ 25 Otavinho). A disp: 6 Rúben Neves, 10 André Silva, 12 José Sá, 18 João Carlos. Allenatore: Nuno Espírito Santo.
MARCATORE: 7′ Tiquinho Soares.

PRESENTAZIONE. In data 26/02/2017 in Primeira Liga si affrontavano nel derby di Porto all’Estádio do Bessa Século XXI il Boavista di Miguel Leal ed il Porto di Nuno Espírito Santo. Da un lato le Panteras si trovavano in una serena condizione di classifica, a dieci lunghezze dalle posizioni europee ed a tredici dal Nacional da Madeira penultimo. Dall’altro, invece, i Dragões erano costretti a conquistare i tre punti per non veder scappare la capolista Benfica, vittoriosa in casa contro il Chaves e quindi con quattro lunghezze di vantaggio momentaneo.

APPROCCIO AZUIS E BRANCOS. Fin dalle prime battute il Porto sembra determinato a conquistare il risultato. In un do Bessa Século XXI nel quale i Dragões sembrano giocare in casa, il tecnico Espírito Santo si gioca la carta del tridente, rinunciando ancora al vice capocannoniere André Silva come in occasione degli ottavi di Champions League contro la Juventus, in seguito all’espulsione di Alex Telles. A supporto di un Tiquinho Soares in forma smagliante agiscono l’algerino Yacine Brahimi sulla sinistra ed il messicano Jesús Corona sulla destra.

PORTO PADRONE DEL GIOCO. Miguel Leal ordina ai suoi un pressing scolastico, piazzando Fábio Espinho a uomo sul faro del centrocampo avversario, Danilo Pereira, con raddoppio sistematico da parte dei due trequartisti esterni, Renato Santos o Iuri Medeiros, a seconda della zona di campo di competenza. Inoltre, il tecnico delle Panteras individua in Brahimi uno dei maggiori pericoli, cercando di arginarlo con un pressing asfissiante da parte dello stesso Iuri Medeiros sulla fascia. Tuttavia, queste contromisure nel primo tempo si dimostrano insufficienti: il Boavista corre a vuoto a causa di un giro-palla efficiente da parte del Porto, i cui reparti di difesa e centrocampo risultano molto coesi. Grande sinergia soprattutto tra Danilo Pereira ed un ottimo Willy Boly. A soffrire è soprattutto la catena di sinistra dei padroni di casa, sulla cui zona di competenza nasce il goal che decide la sfida: al 7′ lo spagnolo Óliver Torres verticalizza sulla destra per Jesús Corona, il quale crossa basso per un Tiquinho Soares che realizza così il quinto goal in quattro partite con la sua nuova casacca.

SVILUPPO SINISTRORSO DEI DRAGÕES. Risulta evidente in questo frangente l’intelligenza tattica di Brahimi. Soffocato dal pressing sulla fascia da parte di Iuri Medeiros, l’esterno algerino inizia a decentrarsi progressivamente, lasciando così al terzino sinistro Alex Telles la libertà di avanzare palla al piede sulla fascia, con l’ottimo Óliver Torres pronto a conferire equilibrio e tamponamenti tattici. Così l’algerino si rende pericoloso con tagli centrali che liberano Tiquinho Soares dalla marcatura delle Panteras. In questo modo il Porto riesce a rendersi pericoloso, oltre che su un corridoio di destra protetto non sufficientemente, anche sulla fascia sinistra.

ATTIMI DI TENSIONE. Sul finale del primo tempo vengono registrati attimi di pura tensione. Gli animi si scaldano inizialmente al 42′, quando Talocha entra in maniera durissima su Jesús Corona. I due continuano a beccarsi fino al fischio finale del primo tempo, in cui entrano in contatto. Un membro dello staff del Boavista interviene spintonando il messicano, sostituito negli spogliatoi. Non ci sta però Nuno Espírito Santo, che si dirige in maniera minacciosa nei confronti del membro dello staff delle Panteras. Risultato? Entrambi espulsi dal signor Fábio Veríssimo.

SECONDO TEMPO DI AMMINISTRAZIONE. Nel secondo tempo il baricentro del gioco non muta. È il Porto a dettare il ritmo, con un Boavista che si dimostra discretamente sterile in fase offensiva, specialmente nella figura dell’attaccante peruviano Iván Bulos. Nella seconda frazione il solito Óliver Torres detta legge a centrocampo, rendendosi utile sia con grandi disimpegni sia con azioni di copertura. Neanche una girandola di sostituzioni muterà le sorti della sfida. L’unico ad alzare un pochino l’asticella per i padroni di casa è il centrocampista congolese André Bukia: prima si prende un tunnel nella sua metà campo da parte di Maxi Pereira, poi si vendica subendo il fallo che ne decreta l’espulsione per doppia ammonizione.

UNA SFIDA RUVIDA. Una sfida che comunque ha goduto di un evidente massimo comun divisore: il cartellino giallo. Il signor Fábio Veríssimo ne ha sventolati ben sette al Boavista e cinque al Porto, sinonimo di una stracittadina molto sentita a Porto e conseguenza di un finale di primo tempo molto acceso.

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Matteo Calautti
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Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, East Journal, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi, Il Calcio Portoghese e Dragoni d'Oriente, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure, al calcio lusitano ed al Leyton Orient.