#GENOVA2017 – Analisi della campagna di Marco Mori, candidato di Riscossa Italia

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PRIMA DI LEGGERE QUESTA ANALISI LEGGERE LE PREMESSE.

BIOGRAFIA. Laureato in Giurisprudenza nel 2003 ed iscritto all’Albo degli Avvocati di Chiavari nel 2007, ha ricoperto negli anni alcuni incarichi nel Comune di Rapallo. Dal dicembre 2017 è cofondatore e segretario del partito sovranista Riscossa Italia.

PUNTI CHIAVE. Marco Mori costituisce sicuramente il candidato sindaco più particolare tra coloro i quali sono in corsa per Palazzo Tursi. Segretario di Riscossa Italia, per tutta la campagna elettorale non si è concentrato direttamente su temi locali, bensì sui vincoli europei che avrebbero messo e metterebbero tutt’ora Genova in ginocchio. Durante un’intervista su Mentelocale, a proposito delle misure riguardanti il turismo, l’avvocato ha infatti sostenuto la seguente tesi:

Rispettando le regole di bilancio, nulla. Il Comune ha l’obbligo di tagliare la spesa, di ridurre il personale. Qualsiasi cosa raccontassi di voler fare, prenderei solamente in giro i genovesi. Solo vincendo la battaglia fondamentale, quella per il rifiuto dei vincoli di bilancio, si può tirare fuori Genova dalla crisi.

Una figura, quella del sindaco, che Mori definisce in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale come un «commissario liquidatore», in quanto «all’interno delle regole del Patto di Stabilità devi tassare più di quanto spendi». Una tesi sostenuta anche durante l’intervista a Mentelocale. «Genova tra cinque anni sarà molto più povera», affermava l’avvocato, in quanto «se manca moneta nell’economia lo scambio di beni o servizi si riduce progressivamente portando povertà a disoccupazione», un po’ «come se mancasse il sangue nel corpo umano».

Per queste ragioni, sempre nel suddetto video, sostiene che sia necessario «invertire la rotta» con un programma come quello di Riscossa Italia, «che non va nel dettaglio». Un punto chiave spiegato precisamente:

È inutile dire cosa fare e cosa non farei. Tutti questi problemi hanno una risposta, ovvero dove prendere i soldi? Quello è il punto. Facciamo causa al Governo centrale per chiedere i trasferimenti di ricchezza necessari all’erogazione dei diritti fondamentali.

A sostegno di questa intenzione ci sarebbe la sentenza n. 275/2016 della Corte Costituzionale, la quale «ha ribadito che è il bilancio a doversi adeguare all’erogazione dei diritti fondamentali e non il contrario». Un’altra tesi chiave della sua campagna elettorale è quella della non limitatezza della moneta:

Dobbiamo metterci in testa che la moneta non è limitata, bensì è infinita. La quantità di moneta nell’economia è soltanto una scelta politica. Oggi nell’economia mettiamo meno moneta del necessario perché è il metodo con cui i grandi poteri finanziari sovranazionali ci saccheggiano.

Gli altri due obbiettivi sono quelli di «rinegoziare l’enorme debito della città di Genova di 1,1 miliardi di esposizione con le banche commerciali» e di «tassare con imposta straordinaria di solidarietà, banche, assicurazioni, finanziarie e la grande distribuzione per avere risorse per i quartieri più poveri e sostenere i disoccupati involontari». Nel suo programma dell’avvocato è presente anche l’idea di una moneta complementare elettronica, ovvero la Superba, riguardo cui afferma la seguente tesi:

La moneta complementare genovese prenderà il nome di “SUPERBA con rapporto di cambio 1:1 con l’euro. Essa non avrà corso legale e costituirà strumento di pagamento parallelo e complementare all’euro, secondo i limiti, le condizioni e i campi di applicazione che si diranno più avanti e che verranno stabiliti da un dettagliato piano successivo.

Ritornando su tematiche più concretamente legate alla città, Mori si è in parte sbilanciato durante l’intervista su Mentelocale. A proposito della movida ha affermato che «sia un bene per i locali» pure necessitando di «maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine per non farla degenerare». Per fare ciò servirebbe «più personale dipendente», ma «le norme europee vietano anche di assumere». Il Porto, invece, «non rientra tra le competenze del sindaco che non ha voce in capitolo».

Per quanto riguarda l’immigrazione, una delle sue proposte è la «chiusura del mercatino abusivo di Corso Quadrio e la contemporanea assistenza di chi ci lavora», con l’obbiettivo di «fornire vitto e alloggio in cambio di lavori socialmente utili», essenziali soprattutto per ciò che riguarda «il decoro urbano». Infine un pensiero sulle periferie:

Le periferie sono le prime a essere state devastate dalla grande distribuzione e dai centri commerciali, oltre che le prime a subire i catastrofici effetti dell’austerità. Ancora una volta, senza investimenti pubblici, nulla potrà ripartire e dovrà altresì essere attuato un controllo delle licenze commerciali.

«Mai più licenze libere», sostiene Mori, «ma attività che aprono in funzione della domanda di beni o servizi», in quanto garantire l’apertura di un eccessivo numero di attività implicherebbe «far fallire chi già opera sul territorio e chi intende incominciare la sua attività d’impresa».

Alle stucchevoli accuse di Fascismo per l’inserimento del tricolore nel simbolo del partito lui ha risposto con un video pubblicato nella sua pagina Facebook ufficiale, nel quale afferma che sia «uno sconcertante lavaggio del cervello mediatico» e che in realtà il Fascismo «è il simbolo dell’Unione Europea», anche se un «Fascismo di tipo finanziario». Per concludere, è interessante osservare come Marco Mori sia il candidato sindaco più seguito sui social con ampio margine rispetto agli avversari, secondo i dati raccolti e pubblicati da Genova Post.

BONUS/MALUS 📊

✔️ Visione globale
❌ Inesperienza amministrativa
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Matteo Calautti
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Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, East Journal, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi, Il Calcio Portoghese e Dragoni d'Oriente, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure, al calcio lusitano ed al Leyton Orient.