#GENOVA2017 – Analisi della campagna di Luca Pirondini, candidato del MoVimento 5 Stelle

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PRIMA DI LEGGERE QUESTA ANALISI LEGGERE LE PREMESSE.

BIOGRAFIA. Diplomato al Conservatorio Niccolò Paganini, nella vita è direttore d’orchestra e rappresentante di commercio per un’azienda alimentare. Ha girato il mondo per dieci anni con il direttore d’orchestra Riccardo Muti. Ha partecipato alle Comunarie del MoVimento 5 Stelle nel 2017, prima venendo sconfitto da Marika Cassimatis poi divenendo il candidato a Genova dopo l’esclusione della rivale da parte di Beppe Grillo.

PUNTI CHIAVE. La redazione di Mentelocale durante un’intervista gli ha chiesto perché i cittadini dovrebbero votare lui e non gli altri candidati. La risposta è ferma:

In campagna elettorale, tutti presentano programmi fantastici con idee meravigliose, è normale che sia così. Credo, però, che i cittadini conoscano bene i fallimenti di queste promesse. […] Siamo pronti ad amministrare la città con un programma e un progetto concreto e proprio perché, a differenza degli altri candidati, non abbiamo dietro le spalle cinque, sette o dieci partiti e liste. Non dovremo restituire, una volta eletti, favori a nessuno, soprattutto al momento di scegliere assessori e dirigenti. Ma dovremo rendere conto soltanto ai cittadini. Al di là del programma, dovrebbero sceglierci perché noi siamo i cittadini. È una rivoluzione culturale, prima di tutto.

Quella del MoVimento 5 Stelle alle Comunali, così come quella alle Nazionali, è una candidatura antisistema. Qual è la sua idea di Genova? «Un’idea di città che riesca finalmente a slegarsi da un sistema di potere», ha affermato in un’intervista video a Lega Coop Liguria, «che in questi giorni si sente minacciato e che possa guardare al futuro». «Noi non siamo aprioristicamente contrari allo sviluppo», ha dichiarato lo stesso Pirondini in un’intervista video su Fivedabliu, «noi siamo a favore delle infrastrutture che però sono necessarie alla cittadinanza e che devono essere controllate», in quanto «non ci deve essere corruzione e non ci deve essere infiltrazione mafiosa».

Uno dei temi caldi è quello dei trasporti. L’obbiettivo è quello di rendere quello del trasporto pubblico «un servizio di qualità e pulito», sosteneva su Mentelocale, «come oggi non è». «Il valore storico di AMT è qualcosa che dobbiamo preservare e tutelare», affermava il candidato su Fivedabliu. «Non sono mai stati messi i tornelli per far pagare la metropolitana», ricordava il candidato, aggiungendo che «iniziare a far pagare i servizi che eroghiamo potrebbe essere un buon inizio per recuperare quei soldi che oggi all’azienda mancano». Una tematica che non può non andare di pari passo con quella dell’ambiente secondo il candidato. «Saranno prioritarie le attività di miglioramento della gestione della mobilità urbana», si legge nel programma, «dovrà essere prioritario integrare un sistema di parcheggi di interscambio abbinati ad una migliore gestione del trasporto pubblico». Quale l’obbiettivo ultimo? «Sgravare la città del traffico ed avviare una politica di controllo dell’inquinamento»

Per quanto riguarda il tema della sostenibilità sono soprattutto due le proposte su cui il programma spinge. Da un lato la «realizzazione di piste ciclabili prive di soluzioni di continuità lungo l’asse litorale da Sampierdarena a Boccadasse». Dall’altra un’idea pregevole anche se probabilmente utopistica, ovvero una «limitazione alle sole auto elettriche o ibride nel centro cittadino e avvio di un’analoga trasformazione per i mezzi pubblici». «Il MoVimento 5 Stelle si batte da sempre per l’ambiente», sosteneva Pirondini su Mentelocale, «e per il recupero degli spazi di aggregazione nelle città».

Oltre al genericamente condiviso «restauro dei parchi storici di Nervi», un’idea innovativa sarebbe «l’inserimento di un teatro di Verzura», tipico elemento dei giardini all’italiana, «completamente ecosostenibile e integrato con l’ambiente», come dichiarato su Mentelocale, «per farlo diventare un polo di attrattiva culturale». Un’idea riguardo la raccolta differenziata sarebbe di valutare la «possibilità di installare macchine automatiche per la compattazione della raccolta differenziata», si legge in un post su Il Blog di Beppe Grillo, «con conseguente restituzione di controvalore monetario o paramonetario».

Dovrà avere un ruolo centrale il turismo nel rilancio della città secondo Pirondini. «Nelle altre città vengono create economie che dipendono dai loro illustri personaggi», ha dichiarato su Mentelocale, «Noi in leggera controtendenza negli anni ’70 abbiamo demolito la casa di Paganini». Un’idea potrebbe quindi essere, per esempio quella della creazione di un «museo del jeans». Ma non solo. Come si legge nel programma, va attuato un «investimento mirato in comunicazione e marketing». In aggiunta, si deve andare nella direzione della «valorizzazione dell’eccellenza ligure per l’accoglienza e la cura degli anziani», nonché della «promozione e sviluppo di applicativi digitali capaci di coinvolgere e diversificare settori turistici», per esempio con la creazione di «un’app gratuita e dedicata alla valorizzazione di luoghi, percorsi, offerte ricettive enogastronomiche e di intrattenimento in grado di esaudire le esigenze di prenotazione in tempo reale».

Per quanto riguarda il decoro e la sicurezza nel Centro Storico e nelle periferie, il candidato del M5S sostiene di voler «istituire un assessorato alle periferie e al Centro Storico», come affermato su Mentelocale, «perché riteniamo che sia assolutamente prioritario e necessario riqualificare queste zone attraverso l’impiego di una squadra di esperti che si dedichi esclusivamente a questo». Idee chiare sull’ordinanza anti movida:

L’ordinanza anti movida è profondamente sbagliata, perché va a colpire indiscriminatamente tutte le attività commerciali, senza alcuna distinzione tra chi si comporta bene e chi, invece, specula sulla salute dei nostri giovani con vendita di alcolici di pessima qualità a prezzi bassissimi (chupiti a pochi euro, per esempio). Dobbiamo sederci di nuovo al tavolo con residenti e associazioni di categoria e trovare un compromesso che permetta alla movida sana di esistere.

Attenzione rivolta anche nella «tutela delle piccole e medie imprese e delle attività commerciali». «Basta con la grande distribuzione che le mette in ginocchio», sosteneva su Mentelocale, «facendo abbassare saracinesche e creando desertificazione dei quartieri che diventano terreno fertile per la criminalità». L’obbiettivo è quello di favorire «l’insediamento di nuove imprese con sgravi fiscali» in caso portino «un valore culturale e turistico nelle vie dove sorgono». Pirondini sostiene che si debba investire soprattutto nell’industria del turismo, «perché crea posti di lavoro diretti ma anche indiretti».

Chiare le parole sul Porto di Genova. «Dobbiamo valorizzare il porto al fine di farne il volano per lo sviluppo economico della città», sosteneva il candidato su Mentelocale, in quanto «può essere una chiave per il rilancio della città». Per fare ciò un’idea potrebbe essere quella di «contribuire all’utilizzo delle tecnologie Intelligent Transport Systems», si legge nel programma, al fine di «aumentare la capacità produttiva degli scali».

Questa, invece, l’opinione del candidato Pirondini sullo scottante tema dell’immigrazione, sostenuta su Mentelocale:

Per Genova, l’accoglienza è un valore e un motivo di orgoglio. […] Per l’immigrazione, dobbiamo far rispettare i limiti già esistenti di capacità numerica di accoglienza, anzitutto per rispetto delle persone che vengono accolte. Non ci si deve dimenticare della differenza tra rifugiato politico o richiedente asilo e un irregolare, che non può stare sul territorio italiano per legge.

Ecco la proposta che dalla critica viene giudicata come la più populista: l’abolizione di Equitalia a Genova. Ecco la sua idea, diffusa nel suddetto post pubblicato su Il Blog di Beppe Grillo:

Aboliamo Equitalia, sulla base di quanto realizzato finora nei comuni amministrati dai 5 Stelle, primo fra tutti Livorno, sostituendolo con un centro unico di riscossione comunale dal volto più umano e dove non esista più speculazione sugli aggi e gli interessi di mora.

Infine, dove trovare le coperture economiche per alcune di queste misure? «Quello che secondo noi è certo è che forse controllare bene che fine fanno i soldi della gestione di alcune società partecipate potrebbe essere una cosa interessante», ha affermato Pirondini su Fivedabliu. «Se vi troviamo degli sprechi», chiudeva, «li potremmo utilizzare per investire e favorire il trasporto pubblico». Un esempio su tutti? Quello di Virginia Raggi a Roma, «che in sei mesi tagliando spese superflue del suo staff e dalle partecipate di Roma ha trovato 80 milioni di euro», come sostenuto su Mentelocale.

CRITICHE. È stato un avvio di campagna elettorale turbolento e criticato quello del MoVimento 5 Stelle. Prima il voto nella Comunarie, in cui la candidata Marika Cassimatis aveva trionfato contro Luca Pirondini. Poi la destituzione per mezzo di un post pubblicato su Il Blog di Beppe Grillo, nel quale viene comunicata dal leader pentastellato la seguente non-motivazione:

Se qualcuno non capirà questa scelta, vi chiedo di fidarvi di me. Non ho nessun interesse se non il bene del MoVimento 5 Stelle. Siamo la forza politica su cui i cittadini ripongono le proprie speranze per un’Italia migliore, per una Genova migliore. Non possiamo permetterci nessuna sbavatura. Non possiamo permetterci di candidare persone su cui non siamo sicuri al 100%.

Il tutto, sembra, a causa di una sua eccessiva vicinanza con il fuoriuscito Paolo Putti e con Federico Pizzarotti, sindaco di Parma espulso dal M5S. Poi la decisione della Cassimatis di fare ricorso d’urgenza al Tribunale di Genova per contestare la scelta dell’ex comico genovese. Poi la sospensione dal MoVimento e la decisione del Tribunale, che di fatto sanciva che Grillo non avesse «alcun potere di intervento» nel processo di selezione delle candidature locali e che «il capo politico del MoVimento ha il potere di sottoporre a convalida la votazione che aveva incoronato vincitrice la lista Cassimatis […], ma non ha il potere di proporre una votazione degli iscritti su base nazionali per deliberare sulla scelta della lista seconda classificata».

Infine, la scelta della candidata di rinunciare alla battaglia legale, con la creazione di una lista civica indipendente e con il contemporaneo e definitivo insediamento di Luca Pirondini alla guida dello schieramento penstastellato. Il tutto dopo giorni di imbarazzo, caratterizzati da situazioni in cui entrambi i candidati si sono presentati per fare le veci del M5S. Questi sono i motivi per cui sono piovute critiche al MoVimento, sia per quanto riguarda l’ingerenza di Beppe Grillo nel voto sia per quanto riguarda la scelta preliminare di candidati poi in seguito sconfessati.

BONUS/MALUS 📊

✔️ Programma innovativo
✔️ Attenzione per la sostenibilità
✔️ Attenzione per la tecnologia
❌ Inesperienza amministrativa
❌ Isolamento ideologico

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Matteo Calautti
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Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, East Journal, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi, Il Calcio Portoghese e Dragoni d'Oriente, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure, al calcio lusitano ed al Leyton Orient.