#GENOVA2017 – Analisi della campagna di Gianni Crivello, candidato della Coalizione di Centrosinistra

© CRIVELLO SINDACO
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PRIMA DI LEGGERE QUESTA ANALISI LEGGERE LE PREMESSE.

BIOGRAFIA. Diplomato come infermiere professionale, dal 1992 al 1999 ha collaborato con il vicesindaco Claudio Montaldo e con il videpresidente del Senato Carlo Rognoni. Presidente della Circoscrizione della Val Polcevera dal 2002 al 2007, è stato iscritto politicamente a PCI, PDS e DS. Attualmente nella giunta comunale di Marco Doria ricopre l’incarico di assessore ai lavori pubblici e manutenzioni, protezione civile, rapporti con i municipi.

PUNTI CHIAVE. Una candidatura che potesse mettere d’accordo il Partito Democratico, l’appena scisso Movimento Democratico e Progressista e gran parte degli ambienti riformisti liguri. Questa è la dimensione della candidatura di Gianni Crivello, iscritto sì nella lista civica Crivello Sindaco, ma indicato e fortemente sostenuto dall’area democratica e da altre due liste civiche come Genova Cambia e A Sinistra. L’idea di programma è ben delineata nei suoi primi passi:

Vogliamo un nuovo patto tra amministrazione e cittadini per il rilancio della città capace di operare su due fronti: quello dello sviluppo sostenibile e quello della riduzione delle diseguaglianze, delle povertà, delle solitudini. Una città capace di misurarsi sull’innovazione, di competere con le grandi città europee, di attrarre lavoro, di rompere l’isolamento logistico ma anche di mettere al centro le persone, di ridare senso all’essere cittadini.

«Bisogna continuare a lavora per rendere Genova sicura», ha dichiarato Crivello durante un’intervista su Mentelocale, «il primo atto da sindaco sarà controllare come stanno andando i lavori sul Bisagno e un minuto dopo occuparmi della raccolta dei rifiuti». Più in generale, come si legge nel programma, sarà importante «censire le situazioni di criticità della rete idrologica, della rete di deflusso e gli edifici pubblici e privati esposti a rischio idrogeologico» al fine di perseguire l’obbiettivo della «sicurezza idrogeologica».

Un settore importante è quello del turismo. «Il turismo in città ha raggiunto cifre da record», ha dichiarato Crivello sempre su Mentelocale, in quanto «dal 2012 al 2016 le presenze sono cresciute del 31,83% e non fa più notizia il tutto esaurito delle strutture ricettive del weekend». Un settore che quindi va incentivato con idee precise. Una delle proposte, indicata nel programma, è quella di un «patto tra Genova patrimonio Unesco e Cinque Terre patrimonio Unesco per un’offerta internazionale condivisa capace di promuovere e valorizzare un legame unico tra natura/cultura, grandi palazzi e mare». Un’idea interessante a cui potrebbero seguire altre idee di valorizzazione, che però necessiterebbero dei giusti collegamenti. In caso di elezione Crivello «curerà in prima persona l’interlocuzione con Regione ed il Ministero dei Trasporti per le forti problematiche relative ai collegamenti extracittadini stradali, ferroviari ed aerei».

Per quanto riguarda il tema dei trasporti, «occorre un piano urbano di mobilità sostenibile che riduca l’impatto del traffico privato sulle persone e sull’ambiente», si legge nel programma. «Al tempo stesso occorre un’estensione degli ambiti riservati alle piste ciclabili», così come «vogliamo proseguire nel prolungamento e nell’estensione della metropolitana a Levante fino a San Martino, a Ponente fino alla Fiumara ed a nord fino a Rivarolo». Per quanto riguarda il trasporto pubblico, «aspetto importante sarà quello della tutela dei lavoratori delle attuali aziende di trasporto pubblico», sostiene Crivello nel suo programma, «che dovrà essere garantita e salvaguardata». Nella direzione della mobilità sostenibile, invece, le direzioni sarebbero per esempio quelle della «promozione dell’uso dei mezzi elettrici ed ibridi e sviluppo delle reti di ricarica» e dello «sviluppo delle postazioni di bike-sharing».

Chiare anche le idee sull’Università e la tecnologia. «Vogliamo che Il know-how dell’Istituto Italiano della Tecnologia e dell’Università alimentino i processi che possono trasformare Genova», afferma il candidato, «in un centro strategico per la ricerca e lo sviluppo nell’innovazione tecnologica». Per fare ciò risulta essenziale il «completamento del Polo Tecnologico di Erzelli, con l’insediamento dell’Università», con in aggiunta l’idea di costituire dei fablab, ovvero «luoghi di progettazione innovativa», nonché di «ecosistemi che connettano università, ricerca, imprese».

Uno sviluppo universitario che il candidato sindaco vuole che corra alla stessa velocità di quello dei servizi per la terza età. «Genova è già oggi una città sicura e solidale», ha affermato durante un’intervista a Bizz Journal, poiché «la nostra fortuna come genovesi è quella di avere una radicata cultura democratica e una lunga cultura di apertura al mondo». Crivello quindi vuole muoversi nella direzione di un «adeguamento della città a una vecchiaia attiva», che si concretizzi «dall’uscita del lavoro al fine vita attraverso moduli di affiancamento delle difficoltà emergenti via via più adeguati alla perdita di autosufficienza e buona salute». Interessante soprattutto un’idea espressa nel programma, ovvero la «sperimentazione di un sistema di acquisizione di immobili destinati al co-housing centrato sull’anziano».

Le idee di Crivello sul Porto di Genova sono chiare e ferme:

Vogliamo chiamare a raccolta tutte le forze produttive che lavorano nel e con il porto e attrarre investimenti per imporre Genova come grande città portuale a livello internazionale. Vogliamo fare sistema perché il porto deve poter rappresentare una concreta prospettiva per i giovani, per il consolidamento delle attività, lo sviluppo della tecnologia e di nuove professioni.

Un Porto, tuttavia, che deve essere più ecosostenibile. Nel programma si parla infatti di «diminuzione dell’impatto delle attività portuali sulle aree a maggiore contiguità con la città e sui punti di varco da/verso le principali arterie stradali e autostradali sotto diversi profili». «Il compito del sindaco è quello di superare le fratture che ci sono state», come dichiarato durante un’intervista su Primocanale.

Importanti anche le sue parole riguardo lo scottante tema dell’immigrazione. «Un bambino genovese su quattro ha almeno un genitore di origine straniera», afferma Crivello nel suo programma, aggiungendo di volere «una società più giusta, coesa e rispettosa delle regole, delle opportunità e tante diversità che la compongono». Queste le sue idee, entrando più socialmente a fondo socialmente nella questione:

Bisogna lavorare per rendere più forte i processi di integrazione e di cittadinanza reale sapendo che è necessario distinguere tra immigrati da decenni presenti in città, molti ormai italiani, con i figli scolarizzati nelle nostre scuole e i migranti che sono giunti o stanno giungendo nella nostra città a causa di vicissitudini umane che li hanno costretti o spinti ad abbandonare il loro Paese d’origine in cerca di protezione o per la speranza in un futuro migliore. Queste persone non devono essere solo accolte ma avviate in un percorso di integrazione reale, dalla lingua, alle regole, alla valorizzazione delle competenze, impedendo che si costituiscano contesti di disagio e di insicurezza.

Grandi progetti per il Centro Storico. «Il centro antico della città deve essere ripensato nel suo insieme», afferma Crivello nel suo programma, «e visto come una delle “nuove fabbriche”». «È al Centro Storico che è consegnata l’attrattività turistica e internazionale della città», per cui risulta «necessario riprendere i processi di rigenerazione urbana a partire da Caricamento e Sottoripa» per riportare «condizioni di decoro in parti progressivamente degradate». L’idea è quella di «favorire le residenze studentesche e giovanili, una rete commerciale di qualità, ripensare gli spazi della movida», magari guardando all’illuminazione come «elemento riqualificante di questa parte di città», ovviamente «con un’attenzione particolare a tecnologie a basso impatto ambientale». «Illuminare per sottolineare le bellezze del nostro Centro Storico», afferma. «Per quanto riguarda la movida penso sia necessario fare coesistere le esigenze», ha sostenuto su Mentelocale, ovvero «da una parte dei giovani che si vogliono divertire e di chi invece ha diritto al riposo». Una promessa quindi: «Se sarò eletto, nominerò un consigliere delegato che si occuperà della notte».

Per quanto riguarda la riqualifica delle periferie, Crivello ha affermato sempre su Mentelocale che «a breve arriveranno i fondi del bando per le periferie», costituiti da «24 milioni che serviranno per opere di riqualificazione urbana». Intenzioni positive anche per quanto riguarda la cultura, con il «sostegno e forte attenzione all’attività teatrale» e la valorizzazione di Palazzo Ducale, «che è diventato nell’arco di questo anno una grande istituzione culturale riconosciuta e autorevole a livello nazionale e internazionale».

In chiusura, questa la sintesi del momento attuale di Genova, espressa durante la presentazione della sua lista:

Anche il New York Times ha riconosciuto le potenzialità di Genova, ma dobbiamo lavorare per renderla ancora più bella e accogliente, oggi è come una macchina con il  freno a mano tirato.

POLEMICHE. La critica che gli viene posta dagli avversari politici sta nella continuità con il passato, in quanto la città è governata da una giunta riferibile al Centrosinistra da 24 anni, ovvero dall’insediamento di Adriano Sansa nel 1993. Per rendere più corposa la critica si fa cenno al suo ruolo nell’uscente giunta di Marco Doria, in cui ha ricoperto il ruolo di assessore ai lavori pubblici e manutenzioni, protezione civile, rapporti con i municipi.

La seconda critica riguarda la coalizione che lo sostiene. Recentemente, infatti, l’ex candidata alla Presidenza della Regione Liguria e membro del Partito Democratico, Raffaella Paita, ha erroneamente inviato un messaggio su Whatsapp che è stato ferocemente criticato dagli avversari politici. Credendo di inviarlo a Giuliano Poletti, ministro del lavoro, il messaggio è stato invece inviato a Giampaolo Poletti, amico fraterno di Giacomo Giampedrone, assessore della presidenza Toti. Il testo del messaggio era il seguente:

Ciao Ministro, sono Raffaella Paita. Ci sono i lavoratori di Ericsson in Consiglio Comunale. Vorrebbero un incontro con te sul tema dell’integrazione. Anche in vista delle prossime elezioni sarebbe importante concederglielo. Posso dire che li vedrai?

© RAFFAELLA PAITA
© RAFFAELLA PAITA

Quell’«anche in vista delle prossime elezioni» non è passato inosservato. Dura la critica di Giampedrone, il quale ha dichiarato per mezzo un post sul suo profilo Facebook che «Ahi ahi cara Paita i lavoratori vanno tutelati sempre non “anche in vista delle elezioni”!». Questa la difesa della Paita, affidata ad un post sulla sua pagina Facebook ufficiale:

Ho inviato un messaggio per chiedere l’incontro. Questa è la vicenda. Secondo il centrodestra dovrei vergognarmi perché ho scritto un sms al ministro Poletti per chiedergli di intervenire sulla vertenza Ericsson. Ma d’altra porte cosa dobbiamo aspettarci da gente che non ha mai difeso in vita sua i lavoratori?

Una difesa che non ha convinto gli avversari politici e su cui Crivello ha preferito giustamente glissare in quanto non coinvolto in prima persona.

BONUS/MALUS 📊

✔️ Programma innovativo
✔️ Attenzione per il sociale
✔️ Esperienza amministrativa
❌ Continuità con il passato
❌ Ingerenze da parte della Coalizione

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© CRIVELLO SINDACO
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Matteo Calautti
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Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, East Journal, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi, Il Calcio Portoghese e Dragoni d'Oriente, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure, al calcio lusitano ed al Leyton Orient.