PRESS(URE) – Rassegna #1 del 2017: Claudio Bravo, Genoa, Virtus Bologna, Neymar e Cavani, Villa e Argentina vs Perù

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20/08/2016, CLAUDIO BRAVO
«Bravo Guardiola, Bravo». (semicit.)

© THE SUN

01/07/2017, GENOA
Stamattina La Gazzetta dello Sport la tocca piano: Enrico Preziosi avrebbe venduto il Genoa 💣✍🏼

Sarà un bene? Sarà un male? «Chi vuol esser lieto sia: / di doman non c’è certezza».

Qui lo scoop della Rosea, a cura di Alessio Da Ronch.

© LA GAZZETTA DELLO SPORT

06/07/2017, VIRTUS BOLOGNA
Secondo La Gazzetta dello Sport la Virtus Bologna, promossa in Serie A1 dopo l’anno di purgatorio in Serie A2, starebbe per mettere a segno tre colpi clamorosi: Pietro Aradori, Alessandro Gentile e Marco Cusin.

L’ex reggiano sarebbe stato strappato all’Auxilium Torino, con la quale aveva un accordo praticamente definito. Insieme a lui sarebbe vicino anche l’ex Olimpia Milano, reduce da una stagione travagliata cominciata con la scadenza della clausola escape esercitabile dagli Houston Rockets e finita con due esperienze temporanee e fallimentari tra il Panathinaikos e l’Hapoel Gerusalemme. Infine anche il centro friulano, alla ricerca di nuovi stimoli dopo la stagione ad Avellino.

L’ultima volta che i tre giocarono insieme era con la canotta della Nazionale, agli agrodolci Europei itineranti del 2015. Giusto puntare su tre stelle di questo calibro a scapito del gruppo che ha conquistato la promozione sul campo? Sarà il parquet a stabilirlo.

Lo Scudetto manca nella bacheca dei Virtussini dalla stagione 2000/01. Senza pressione coach Ramagli.

© LA GAZZETTA DELLO SPORT

06/07/2017, EDINSON CAVANI E NEYMAR
Dico la mia su «le clash» tra Neymar ed Edinson Cavani. Il brasiliano ha sbagliato clamorosamente per tre motivi:

1) RISPETTO. Di fronte ad un giocatore che è a Parigi dal 2013 e che ha segnato 139 goal in 206 partite con la maglia dei parisiens bisogna solo che portare rispetto. Non sta infatti discutendo con Zé Eduardo, suo compagno ai tempi del Santos.

2) MATEMATICA. Nella passata stagione l’uruguayano ha realizzato 49 goal in 50 partite stagionali, uno ogni 84 minuti, di cui 8 in 8 presenze in Champions League. Il brasiliano, sempre nella passata stagione, ne ha realizzati 20 in 45 partite, giocando con Leo Messi, Luis Suárez e Andrés Iniesta. E non venitemi a dire che il campionato francese sia così tanto meno allenante della Liga Spagnola: se il PSG è arrivato secondo realizzando 83 goal, il Barcellona ha chiuso al secondo posto realizzando 116 goal, dieci in più del Real Madrid campione e 46 in più dell’Atlético Madrid terzo.

3) UMILTÀ. Dopo esser arrivato a suon di quattrini qatarioti in estate, presentandosi nella capitale come il giocatore più pagato della rosa, ecco diciamo che non sia stato il modo migliore per farsi amare dai compagni di squadra.

Aggiungo che lo smettere di seguire una persona sui social per fargli uno “sgarbo” mi intristisce nei confronti dei tempi moderni.

#JeSuisCavani

© L’ÉQUIPE

23/09/2017, DAVID VILLA
A fine agosto mi stavo dirigendo a Tenerife per un corso e sull’aereo distribuivano l’edizione del giorno di Marca, quotidiano sportivo spagnolo solitamente vicino alle questioni del Real Madrid. Quel giorno era diverso però: quarantotto ore dopo si sarebbe presentata l’Italia di Gian Piero Ventura contro la Roja per le Qualificazioni ai Mondiali.

Il titolo in alto mi colpisce. C’è David Villa con la polo di rappresentanza delle Furie Rosse con il seguente virgolettato: «Soy incapaz de expresar lo que sentí al saber que estaba convocado», ovvero «Non so come descrivere ciò che ho provato sapendo di essere convocato». Julen Lopetegui, CT spagnolo, aveva infatti deciso di convocare MaraVilla per la decisiva sfida con gli Azzurri, a tre anni da quell’ultima presenza a Curitiba durante Brasile 2014. Nonostante sia lontano dal grande calcio proprio da quell’anno, passando tra le file di New York FC e Melbourne, tra USA ed Australia.

L’intervista mi ha emozionato. Un amore incondizionato per una Nazionale che la maggior parte dei calciatori decide di lasciare, se non snobbare, ad un determinato punto della carriera per «allungare» la stessa. L’esatto opposto, cambiando sport, del campione Pau Gasol. Nato a Barcellona nel 1980 e in NBA dal 2001, quindi con almeno 82 partite all’anno senza contare i Playoff), tanto per dire. Dopo aver vinto tutto in carriera quest’estate il centro dei San Antonio Spurs era con la sua Roja agli Europei a 37 anni.

Che sia stata reale necessità o una semplice passerella per un campione, l’ex Blaugrana ha decisamente vinto.

© MARCA

06/10/2017, ARGENTINA vs PERÙ
Questa la prima pagina di Todo Sport, noto quotidiano sportivo peruviano, pubblicata nella giornata di mercoledì, ovvero il giorno prima della decisiva sfida contro l’Argentina. Sopra alla fotografia di Leo Messi campeggia la scritta «¡Rateros!», ovvero «Ladri!», in riferimento all’arrivo in Argentina di Gianni Infantino, presidente della FIFA che si sarebbe incontrato privatamente con Claudio Fabián Tapia e Alejandro Dominguez, presidente rispettivamente dell’Asociación del Fútbol Argentino (AFA) e della Confederación sudamericana de Fútbol (CONMEBOL). Quale il presunto ordine del giorno? La candidatura dell’Argentina per ospitare i Mondiali del 2030 insieme a Uruguay e Paraguay. La stampa peruviana non sembra aver preso bene l’arrivo istituzionale del numero uno della FIFA, sostenendo che i tre «acordaron robarnos el partido», ovvero «si sono accordati per rubare la partita».

© TODO SPORT

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Matteo Calautti
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Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, East Journal, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi, Il Calcio Portoghese e Dragoni d'Oriente, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure, al calcio lusitano ed al Leyton Orient.