Crisi senza fine in casa West Ham: cause e possibili scenari

© Edited by MATTEO CALAUTTI
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Quello del West Ham avrebbe dovuto essere un avvio di stagione differente. Nuovo stadio, nuova avventura europea, conferme importanti nel mercato estivo e Premier League alle porte. Tuttavia qualcosa non ha funzionato e la squadra si trova attualmente al terzultimo posto e fuori dalle coppe europee. Ripercorriamo le tappe di questa profonda crisi, nonché i possibili scenari.

Quella appena cominciata è una la prima stagione dopo l’addio al romantico Boleyn Ground, meglio conosciuto come Upton Park. Il nuovo impianto, l’Olympic Stadium reduce dalle Olimpiadi del 2012, è stato ottenuto ad un prezzo più che vantaggioso. Gli Hammers hanno infatti ottenuto una concessione di 99 anni per la cifra di 15 milioni di sterline, a fronte di una spesa di 600 milioni per la sua costruzione e di almeno un centinaio per la conversione da stadio di atletica a stadio di calcio. Tutto a spesa dei contribuenti, aspetto per la quale l’operazione messa nero su bianco nel 2013 e sponsorizzata da Boris Johnson, l’allora sindaco di Londra, è stata criticata aspramente.

Tuttavia, se il nuovo impianto non ha gravato così tanto sull’economia della società, secondo alcuni tifosi ha pesato sul pessimo rendimento casalingo iniziale. Difficile ambientarsi in così poco tempo secondo alcuni, solo una scusa secondo altri. Sta di fatto che, considerando solo per le partite ufficiali, gli Hammers abbiamo raccolto solamente tre vittorie casalinghe dall’inizio della stagione su sette partite disputate, per un totale di 7 goal fatti e 8 subiti. Tre successi arrivati contro i modesti sloveni del Domžale ai Preliminari di Europa League (3-0), contro il Bournemouth in Premier League (1-0) e contro l’Accrington in League Cup (1-0).

Passiamo al rendimento del West Ham. La scorsa stagione è stata di altissimo livello per gli Hammers, soprattutto nella fase iniziale in cui sono stati in grado di espugnare l’Emirates Stadium (0-2), Anfield Road (0-3) e l’Etihad Stadium (1-2). Nel finale della scorsa Premier League gli Hammers, dopo una fase di campionato in cui sembravano in grado di competere per un piazzamento in Champions League, hanno però rischiato di buttare via almeno la qualificazione in Europa League a causa di due sconfitte nelle ultime tre partite. Qualificazione poi arrivata grazie al successo del Manchester United, già qualificato, in finale di FA Cup contro il Crystal Palace. Un’Europa raggiunta a dieci anni dall’ultima apparizione in Coppa UEFA.

Una qualificazione internazionale, tuttavia, gettata al vento ai Playoff di Europa League contro i modesti rumeni dell’Astra Giurgiu, riusciti ad espugnare lo “Stadio Olimpico” grazie alla rete del centrocampista portoghese Filipe Teixeira. Archiviata la cocente parentesi europea, il debutto in Premier del West Ham non avrebbe lasciato presagire una simile crisi: sconfitta dignitosa a Stamford Bridge contro il debuttante Chelsea di Antonio Conte, subita solamente nei minuti finali a causa della rete di Diego Costa (2-1). Da lì, tuttavia, è iniziato il cammino tortuoso dei “Martelli”: cinque sconfitte nelle prime sei giornate di campionato, le cui ultime quattro consecutive. La compagine della East London ha toccato il fondo nell’ultima sfida casalinga, nella quale il Southampton di Claude Puel ha espugnato Londra con un inappellabile 0-3.

Ma quali sono le cause di questa disfatta? Possiamo suddividere l’insieme delle cause in imprevedibili, di natura gestionale e di natura societaria. Le cause imprevedibili sono sicuramente quelle che hanno generato una situazione infortuni paradossale per quanto riguarda il reparto offensivo. Attualmente il West Ham non può contare su André Ayew per infortunio alla coscia, su Andy Carroll per un infortunio al ginocchio e su Diafra Sakho per un infortunio alla schiena, i cui rientri sono previsti rispettivamente per metà ottobre, metà novembre ed inizio ottobre. Il più grave è il primo, ovvero quello del ghanese prelevato dallo Swansea per una cifra di 18 milioni di euro, che ha lasciato spiazzata la dirigenza e lo staff tecnico.

Qui intervengono, invece, le responsabilità societarie. Infatti, dopo aver brillantemente blindato Dimitri Payet in occasione dell’assalto del Real Madrid, la società dopo un lunghissimo corteggiamento non è riuscita a convincere il bomber colombiano Carlos Bacca a lasciare un Milan senza ambizione, al termine di una stagione che l’ha visto comunque mettere a segno 20 goal in 43 partite nel grigiore dello sfondo rossonero. Così, trovandosi in difficoltà sul mercato, gli Hammers hanno puntato su Simone Zaza. L’attaccante di Policoro, giudicato dal tecnico Slaven Bilić come un top player, può essere sicuramente l’uomo giusto dal punto di vista tecnico e caratteriale, ma si è ritrovato spaesato in una situazione di campionato difficile come quella che stanno vivendo i londinesi. Secondo una parte della stampa, il lavoro sul campo dell’Azzurro avrebbe intasato il gioco dei “Martelli”, chiudendo lo spazio agli inserimenti dei trequartisti che tanto aveva giovato alla compagine della East London nella passata stagione.

Qui, invece, arrivano le responsabilità di Slaven Bilić. Prima di tutto quella di non aver saputo trovare ancora la giusta collocazione in campo per un attaccante da lui fortemente voluto e potenzialmente importante. In secondo luogo anche quella dell’esclusione di Angelo Ogbonna dalla formazione titolare. Infatti, dopo un avvio di Premier difficile, nella passata stagione il centrale di Cassino è stato schierato come titolare inamovibile da novembre a gennaio per nove volte di fila e da febbraio a fine campionato per tredici volte consecutive, in una serie di 22 partite totali in cui gli Hammers hanno raccolto solamente tre sconfitte.

Tutta questa negatività, ad onor del vero, va collocata anche nel contesto comunque di un mercato di un livello non così basso, considerati gli arrivi anche dell’attaccante argentino Jonathan Calleri, dell’ala algerina Sofiane Feghouli, del difensore spagnolo Álvaro Arbeloa, del terzino francese Arthur Masuaku ed il riscatto del trequartista argentino Manuel Lanzini. Vista la situazione, andrebbero quasi ringraziati i soliti Dimitri PayetMichail Antonio. Da un lato il superbo trequartista francese è in grado con un lampo di risolvere la partita (vedi l’assist in rabona contro il Watford), nonostante una fase di leggero appannamento forse dovuta anche alla fatiche di un Europeo in casa, in cui non ha probabilmente brillato quanto avrebbe potuto. Dall’altro l’ex ala del Nottingham Forest, attualmente capocannoniere degli Hammers e della Premier con cinque reti. Le stesse di Sergio Agüero del Manchester City, per intenderci.

Quali gli scenari? C’è chi, sulla stampa inglese, ipotizza l’arrivo di svincolati esperti in grado di ridare solidità in campo ed in spogliatoio. C’è chi sostiene che la proprietà aspetterà il ritorno degli infortunati per valutare serenamente un lavoro come quello di mister Bilić, che comunque ha portato ottimi risultati nella passata stagione. C’è, infine, chi sostiene che il croato abbia le ore contate e che sarà esonerato in caso di sconfitta contro il Middlesbrough nella giornata di sabato. In questo caso l’allenatore diverrebbe il primo allenatore esonerato in questa stagione da una londinese in Premier, il secondo fino alla League Two dopo l’allontanamento di Andy Hessenthaler dalla panchina del Leyton Orient ufficializzato nella giornata di ieri. Difficile fare previsioni al momento, per cui non ci resta che aspettare l’esito dell’Olympic Stadium.

Pubblicato su Londra Italia in data 28/09/2016.

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Matteo Calautti
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Libero professionista nell'ambito della comunicazione, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Fondatore di Liguria a Spicchi, portale dedicato alla pallacanestro ligure, nonché responsabile della comunicazione del Comitato Regionale Ligure di Basket. Ricopre il ruolo di social media manager, addetto stampa e content creator di società sportive e attività commerciali. È autore e conduttore di Liguria a Spicchi TV e lavora per Dilettantissimo, trasmissioni televisive rispettivamente di pallacanestro e calcio, entrambe su Telenord. Ha collaborato con varie testate tra le quali Londra Italia, East Journal e Io Gioco Pulito. Trainer nazionale del CISV, associazione globale di volontariato di cui è follemente innamorato. Arbitro di calcio, allenamento alternativo per leadership e decision making.