DAY 9 – Vittime con o per il virus? | Victim with o for the virus

Lockdown diary
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Genoa, Liguria, Day 9

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Oggi altri Paesi sembrano aver effettivamente realizzato la gravità della situazione. In primis la Germania, con il primo discorso alla nazione da parte di Angela Merkel, cancelliera tedesca. Dopo aver dichiarato nei giorni precedenti che il 70% della popolazione rischia il contagio oggi ha definito la situazione come «la più grande sfida dalla Seconda Guerra Mondiale». Parole pesantissime.

Dall’altra parte dell’Oceano, se Donald Trump sembra continuare a minimizzare la situazione. Bill de Blasio, sindaco di New York, inizia ad evidenziare le prime criticità del sistema sanitario americano affermando pubblicamente che  «non è possibile che ad un intera squadra NBA venga sottoposto il tampone per il COVID-19 mentre ci sono pazienti in condizioni critiche che aspettano». Il Mayor si riferisce ai test effettuati dai Brooklyn Nets, franchigia che si è difesa dichiarando che i test erano privati.

Infine un’altra notizia è venuta fuori oggi. L’Istituto Superiore della Sanità ha infatti dichiarato che il 47% delle vittime soffriva di fino a tre differenti patologie e che ci sarebbero solamente 12 casi accertati di morte esclusivamente per COVID-19. Un dato che evidenzia la domanda etica e mediatica che tutti si stanno ponendo in questi giorni: è giusto considerare nel tasso di mortalità del virus le vittime già in situazioni critiche per altre patologie? Inizialmente ero più per il no, sarò onesto, pur sapendo che il problema della scarsità dei posti in terapia intensiva negli ospedali rimane enorme. Tuttavia nei giorni seguenti lessi una domanda provocatoria che mi convinse definitivamente del contrario: se un malato di cancro attraversa la strada e viene investito si afferma che la sua morte sia colpa del cancro o dell’incidente? La risposta è chiara.

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Today other countries seem to have actually realized the seriousness of the situation. First of all Germany, with the first speech to the nation by Angela Merkel, German Chancellor. After declaring in the previous days that 70% of the population is at risk of contagion, today she defined the situation as “the greatest challenge since the Second World War”. Heavy words.

Across the ocean, Donald Trump appears to continue to minimize the situation but Bill de Blasio, mayor of New York, begins to underline the first critical issues of the American Health System. He publicy stated that “an entire NBA team should NOT get tested for COVID-19 while there are critically ill patients waiting to be tested”. The Mayor refers to the tests carried out by the Brooklyn Nets, a franchise that defended itself by declaring that the tests were private.

Finally another news came out today. The Italian Superior Health Institute stated that 47% of the victims suffered from up to three other different deseases and that there would be only 12 confirmed cases of death exclusively for COVID-19. A fact that highlights the ethical and media question that everyone is asking these days: is it right to consider victims already in critical situations for other diseases in the virus death rate? Firstly I was more for the not considering them, I will be honest, obviously keep remembering that the problem of the scarcity of intensive care places in hospitals remains huge. However, in the following days I read a provocative question that convinced me definitively for the opposite thesis: if a cancer patient crosses the street and is hit, will you report that his death was caused by the cancer or by the accident? The answer is clear.

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Matteo Calautti
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Libero professionista nell'ambito della comunicazione, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Fondatore di Liguria a Spicchi, portale dedicato alla pallacanestro ligure, nonché responsabile della comunicazione del Comitato Regionale Ligure di Basket. Ricopre il ruolo di social media manager, addetto stampa e content creator di società sportive e attività commerciali. È autore e conduttore di Liguria a Spicchi TV e lavora per Dilettantissimo, trasmissioni televisive rispettivamente di pallacanestro e calcio, entrambe su Telenord. Ha collaborato con varie testate tra le quali Londra Italia, East Journal e Io Gioco Pulito. Trainer nazionale del CISV, associazione globale di volontariato di cui è follemente innamorato. Arbitro di calcio, allenamento alternativo per leadership e decision making.