Leader silenziosi

© Edited by MATTEO CALAUTTI
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Al termine di questa stagione hanno concluso la loro romantica avventura tre calciatori in particolare. Tre uomini che hanno legato indissolubilmente il loro cognome alla maglia che hanno indossato per anni. Si sta parlando di Antonio Di Natale, Miroslav Klose e Gianpaolo Bellini.

Totò è proprio come il vino: invecchiando è maturato dimostrando la sua classe sopraffina. Uno dei talenti più cristallini dell’ultimo ventennio di calcio italiano si è appena ritirato. Sesto miglior marcatore della storia della Serie A con i suoi 209 goal, di cui 134 tra il 2009 ed il 2015, davanti a mostri sacri come Roberto Baggio (205), Alessandro Del Piero (188), Gabriel Omar Batistuta (184) e Giampiero Boniperti (178). Vincitore di due classifiche dei cannonieri consecutive nel biennio 2009/2011, trascinando la sua Udinese per due volte al preliminare di Champions League, senza però riuscire a superarlo. «Colui che […] fece il gran rifiuto», come i romantici appassionati ricorderanno. Rifiutata la Juventus nell’estate del 2010 per evitare di sconvolgere la vita della sua famiglia e per il suo indissolubile legame con Udine, a fine stagione condusse i friulani ai preliminari della coppa dalle “grandi orecchie”, con i Bianconeri di Torino arenati in classifica senza coppe europee. 445 presenze e 227 goal con la maglia friulana in dodici stagioni. Semplicità e classe sopraffina, un binomio perfetto.

Che dire invece di Miroslav Klose? Nato in Polonia ma trasferitosi in Germania in giovane età, Klose è diventato capocannoniere all time dei Mondiali di calcio con le sue 16 marcature realizzate a Giappone e Corea del Sud 2002, Germania 2006, Sudafrica 2010 e Brasile 2014, dove si è laureato per la prima volta campione. Una sua esultanza contro l’Arabia Saudita nella manifestazione nippo-coreana è rimasta impressa nella mia mente: una capriola per aria, per festeggiare una delle 71 reti totali con la maglia della sua Germania (altro record) quando ancora militava nel Kaiserslautern. Arrivato sorprendentemente alla Lazio nel 2001 insieme al francese Djibril Cissé, è entrato subito nei cuori dei tifosi Biancocelesti per il goal vittoria al 93′ nel derby contro la Roma. Enorme umiltà e classe di rara caratura. Sarebbe potuto diventare l’ambasciatore della Lazio nel mondo, ma il suo rapporto con i capitolini si è interrotto al termine di questa stagione, con un velo di amarezza. A suo dire la società non si è preoccupata di trattenerlo come lui avrebbe voluto; a dire della dirigenza il bomber di Opole avrebbe rivelato la sua intenzione di tornare in patria da qualche mese. Dopo 61 goal in 171 presenze in cinque stagioni. Un vero peccato.

Infine, il capitano per antonomasia. Gianpaolo Bellini e l’Atalanta. Un rapporto cominciato all’età di quattro anni nel settore giovanile e culminato dopo dodici anni nella prima squadra, di cui è diventato capitano e con la cui maglia ha calcato i campi di gioco per la pazzesca cifra di 429 presenze in diciotto stagioni. Mai un trionfo degno di nota, escluso il Campionato Primavera nella stagione 1997/98. Solo due campionati di Serie B conquistati, con annessa promozione. Mai una polemica, nemmeno quando ha iniziato ad essere utilizzato con meno frequenza. Un capitano vero, innamorato della sua Bergamo come Bergamo è stata e sarà sempre innamorata di lui. Nato a Sarnico, un comune di quasi 7 mila abitanti nella provincia orobica, Bellini ha appeso le scarpette al chiodo al termine di questa stagione.

Tre grandi uomini il cui minimo comun denominatore è stato un calcio di rigore. Realizzato nell’ultima partita davanti alla loro gente: uno allo Stadio Friuli, uno allo Stadio Olimpico ed uno allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia.

Tre storie meravigliose per tre leader silenziosi. D’altronde, si sa: il silenzio è la virtù dei forti.

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Matteo Calautti
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Libero professionista nell'ambito della comunicazione, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Fondatore di Liguria a Spicchi, portale dedicato alla pallacanestro ligure, nonché responsabile della comunicazione del Comitato Regionale Ligure di Basket. Ricopre il ruolo di social media manager, addetto stampa e content creator di società sportive e attività commerciali. È autore e conduttore di Liguria a Spicchi TV e lavora per Dilettantissimo, trasmissioni televisive rispettivamente di pallacanestro e calcio, entrambe su Telenord. Ha collaborato con varie testate tra le quali Londra Italia, East Journal e Io Gioco Pulito. Trainer nazionale del CISV, associazione globale di volontariato di cui è follemente innamorato. Arbitro di calcio, allenamento alternativo per leadership e decision making.