Ogni principe ha il suo principato | Every prince has his own principality

© Edited by MATTEO CALAUTTI
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Se ne va come era arrivato. In silenzio.

Quella che è appena terminata è stata la settimana dell’addio a Diego Milito, consumato con la maglia del Racing Club di Avellaneda. Una storia da predestinato caratterizzata da un unico massimo comun denominatore: il sacrificio.

Protagonista di un romantico derby contro Gabriel Milito, suo fratello ed allora giocatore dell’Independiente, rivale storica del Racing nel derby di Avellaneda. Nella sua prima esperienza argentina Diego mise in luce il suo grandioso senso del goal, conquistando così una chance al Genoa nel gennaio 2004, nel campionato di Serie B. Catalogato immediatamente dalla piazza come “oggetto misterioso”, il delantero ci ha messo poco ad entrare nel cuore dei Genoani. Una salvezza tranquilla ed una promozione conquistata da protagonista ma revocata dalla giustizia sportiva, che ha rappresentato una sorta di “coito interrotto” per una tifoseria che aspettava la Serie A da ormai dieci anni.

Diego, costretto ad abbandonare la sua Genova, ha trovato spazio al Real Zaragoza coronando il sogno di giocare insieme al fratello Gabriel. Un’avventura spagnola impreziosita da numerose gemme. Per esempio, il Príncipe trascinò i suoi verso un’insperata finale di Copa del Rey persa contro l’Espanyol nel 2006, regalando ai suoi tifosi una doppietta al Barcellona di Frank Rijkaard ai quarti di finale ed un poker al Real Madrid di Juan Ramón López Caro nelle semifinali. Durante la stagione successiva grazie alle sue 23 reti sfiorò anche la Scarpa d’Oro, conquistata da Francesco Totti grazie a tre goal in più con la maglia della Roma. Tuttavia, nel 2008 arrivò la sua seconda delusione sportiva: una scottante retrocessione con la fascia di capitano sul braccio, in seguito al trasferimento di Gabi al Barcellona.

Ma la storia, si sa, è come una ruota. Così, durante l’estate del 2008 essa ha restituito ai tifosi del Genoa ciò che aveva levato loro tre anni prima. Tornato grazie al lancio del suo contratto a tempo scaduto da parte di un dirigente del Genoa, vero momento chiave per la sua carriera. Diego Milito torna ad essere il Príncipe di Genova, segnando all’esordio contro il Milan su calcio di rigore. Esaltato dal gioco di Gian Piero Gasperini, l’attaccante argentino chiuderà al secondo posto della classifica cannonieri in Serie A trascinando il Genoa a suon di tango al quinto posto, secondo miglior risultato per i Rossoblù dal Dopo Guerra, sfiorando anche i preliminari di Champions League. Infine, rimarrà per sempre nella memoria dei Genoani la tripletta con la quale abbatté la Sampdoria nel derby di Genova.

«È stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati», cantava Fabrizio De Andrè, genovese e genoano. Così fu per Diego, lasciato andare via dai suoi “sudditi” verso l’Inter di José Mourinho. Chiamato a Milano da Massimo Moratti per riconquistare quella Champions League vinta in casa dai Nerazzurri del padre Angelo ben 45 anni prima. Furono sei i goal dell’argentino in undici partite in Europa, con una doppietta in finale a Madrid che gli ha permesso di rientrare in una ristretta cerchia di attaccanti di razza. Infatti, solo in altre due finali degli ultimi vent’anni di Champions un giocatore è riuscito a realizzare due goal in finale: ci sono riusciti Karl-Heinz Riedle con la maglia del Borussia Dortmund nel 1994 a Monaco e Filippo Inzaghi con il Milan ad Atene nel 2007. Una stagione culminata nel Triplete, mai riuscito prima in Italia, con l’argentino a segno anche nella finale di Coppa Italia contro la Roma e nella decisiva ultima di campionato contro il Siena.

Dopo alcuni ulteriori e travagliati anni in Neroazzurro è arrivato il suo ritorno a casa nel giugno 2014. In quell’Avellaneda che l’ha visto partire quando ancora era un ragazzo in cerca di fortuna. Come se fosse scolpito nel destino, il Príncipe ha contribuito con sei reti alla conquista del Torneo de Transición da parte dell’Academia. Nella giornata di domenica Diego ha lasciato ufficialmente il calcio giocato. E come poteva lasciare un attaccante come lui se non segnando contro il Temperley?

«Mi ritiro come ho sempre sognato, nella mia casa e con la mia gente», aveva dichiarato prima della sua ultima partita. «Essere cittadino onorario di Terranova mi riempie d’orgoglio e mi onora», affermò invece quando ricevette la cittadinanza onoraria a Terranova da Sibari, comune calabrese in cui erano nati i suoi nonni. È arrivato silenziosamente così come altrettanto silenziosamente è tristemente evaso dall’immaginario colettivo. #GraciasDiegoMilito

«Noi abbiamo un argentino…»

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He has gone as well as he has come. In silence.

The week of the Diego Milito’s farewell is just finished, given with the Racing Club shirt. The history of a predestined player characterized by only one least common multiple: the sacrifice.

Main character of a romantic derby against Gabriel Milito, his brother and Independiente player at that moment, historical enemy of Racing Club in Avellaneda’s derby. During his first Argentinian experience Diego showed his offensive positional sense, obtaining the opportunity to move to Genoa in Janauary 2004 in Serie B. Immediately classified by Rossoblù supporters as a “mysterious object”, the delantero took a short time to enter in their heart. One calm safety and one promotion achieved as the main character. A promotion they had awaited for ten seasons but revoked by the sport justice like a sort of coitus interruptus for Genoani.

Diego, forced to leave his Genoa, found room at Real Zaragoza fulfilling the dream to play together with his brother Gabriel. A Spanish experience adorned with many gems. For instance, the Príncipe brought his teammates towards an unexpected Copa del Rey final in 2006, in which they were defeated by Espanyol, but giving to his supporters a double against Frank Rijkaard’s Barcelona in the quarter finals and a super hat trick against Juan Ramón López Caro’s Real Madrid in the semifinals. During the previous season with his 23 goals he almost achieved the Golden Shoe, conquered by Francesco Totti thanks to his three more goals with Roma’s shirt. Nevertheless, in 2008 a second sport failure happened: a burning relegation with the armband, as a result of the Gabi’s exit towards Barcelona.

But the history, we know, is like a wheel. So, during the summer 2008 it gave back to Genoa supporters what it had removed them three years before. Come back thanks to a Rossoblù manager who throwed his contract when the time was over: the real moment of his career. Diego Milito became again the Genova’s Príncipe, scoring on a penalty kick on his new debut against Milan. Intensified by the organisation of Gian Piero Gasperini’s play, the Argentinian striker will terminate the season on the second spot of the Serie A top scorers list, bringing Genoa to the fifth split to the sound of tango. The best Rossoblù result since postwar period, achieving almost the Champions League playoff. In the end, he will always stay in Genoani’s memory thanks to his hat trick against Sampdoria in Genoa’s derby.

It was better to break up than never to have met at all“, sang Fabrizio De Andrè, genovese and genoano. So, his “subjects” let him move to José Mourinho’s Inter. The South American striker was been called to Milan from Massimo Moratti in order to reconquer the Champions league, achieved at home by Neroazzurri 45 years before, with his father Angelo as president. The Argentinian scored six goals in eleven European fixtures, with a double in the Madrid final which allowed him to belong to a small circle of thoroughbred strikers. In fact, only two other players managed to score a double in a Champions League final during the last period of twenty years: they are Karl-Heinz Riedle with Borussia Dormund shirt in 1994 in Munich and Filippo Inzaghi with Milan in Athens in 2007. A season culminated in the Treble, never achieved in Italy, with the Argentinian’s decisive goals also in Coppa Italia final against Roma and in the determining last Serie A fixture against Siena.

After some additional and troubled seasons with Neroazzurri he came back home in June 2014. In the city, Avellaneda, which saw him migrating when he was a young man who wanted to seek his fortune. As if it was engraved in the destiny, the Príncipe contributed with six goals to the Torneo de Transición win by the Academia. During the last sunday Diego officially retired. Could he have retired without scoring against Temperley?

I ritired as I’ve always dreamed, at my home and with my people“, he said before his last fixture. “I’m proud to have become a Terranova’s honorary citizen”, he stated when he received the honorary citizenry by Terranova da Sibari, a Calabria’s small city in which his grandparents were born. He has come silently as well as he has sadly run away from the collective imagination. #GraciasDiegoMilito

«We have an Argentinian…»

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Matteo Calautti
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Libero professionista nell'ambito della comunicazione, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Fondatore di Liguria a Spicchi, portale dedicato alla pallacanestro ligure, nonché responsabile della comunicazione del Comitato Regionale Ligure di Basket. Ricopre il ruolo di social media manager, addetto stampa e content creator di società sportive e attività commerciali. È autore e conduttore di Liguria a Spicchi TV e lavora per Dilettantissimo, trasmissioni televisive rispettivamente di pallacanestro e calcio, entrambe su Telenord. Ha collaborato con varie testate tra le quali Londra Italia, East Journal e Io Gioco Pulito. Trainer nazionale del CISV, associazione globale di volontariato di cui è follemente innamorato. Arbitro di calcio, allenamento alternativo per leadership e decision making.