ESCLUSIVA CG – Ferrer: «Al Genoa porterei Bojan Krkić. Il grande problema del Genoa è…» (Parte 2/3)

Share
3 MINUTES

Pubblicato in data 08/01/2015 su Canale Genoa, canale appartenente al network della testata sportiva Fantagazzetta dedicato al Genoa Cricket and Football Club.

Tre giorni fa è stata pubblicata la presentazione dell’intervista a Marc Ferrer, leader dei Grifoni Barcelona. È stata suddivisa in tre parti. Ieri è stata pubblicata la prima parte, mentre la seguente ne costituisce la seconda. Buona
lettura!

Viene seguito il calcio italiano in Spagna?

Sì, viene seguito non solo in Catalogna. Soprattutto perché molti giocatori spagnoli giocano in Italia. Anni fa il calcio italiano era il migliore del mondo. Ora il calcio migliore del mondo è il calcio inglese.

Come è stato visto il successo dell’Atletico Madrid durante la passata stagione?

È stato un successo straordinario. Il calcio spagnolo era quasi sempre Barcellona, Madrid, Barcellona, Madrid, e così via. Era una sorta di rito. Oltre queste tre squadre qui abbiamo il Valencia, che giocò due finali di Champions League (stagioni 1999/00 e 2000/01, n.d.r.). Anche il Siviglia è una squadra forte.

Quando c’è stata la partita contro il Valencia in Europa League eravate presenti?

Io personalmente no, ma altri ragazzi dei Grifoni Barcelona erano andati a vederla. Anche quando il Genoa giocò contro il Villareal (Trofeo de la Cerámica vinto nel 2009, n.d.r.) e contro lo Sporting Gijón (Trofeo Villa de Gijón vinto nel 2011, n.d.r.). Tra l’altro contro il Gijón vi furono molti incidenti. Il tutto successe perché la tifoseria del Genoa è amica della tifoseria dell’Oviedo, con il quale lo Sporting Gijón ha una forte rivalità. Quest’amicizia nasce dalla partita di Coppa UEFA del 1991. Da lì è nata simpatia e reciproco rispetto. Una persona mi chiamò e mi disse che i tifosi dell’Athletic Bilbao si unirono ai tifosi del Genoa per idee politiche affini, in quanto una parte della tifoseria organizzata era schierata ideologicamente a sinistra. Per esempio il GAV, i cui membri sono amici dei tifosi del Bilbao. Invece gli ultrà dello Sporting Gijón tendono ad uno schieramento più di destra.

Quindi il calcio spagnolo risulta molto politicizzato?

In Spagna tutte le rivalità tra i differenti gruppi ultrà sono politiche. Per esempio, tra due gruppi schierati a sinistra non c’è violenza, come invece ci sarebbe tra un gruppo schierato a sinistra ed uno schierato a destra.

Qual è il giocatore del Genoa di quest’anno che seguite con maggiore interesse?

Perin è il numero uno. Io credo che Perin il prossimo anno… Questo è il grande problema del Genoa.

In che senso?

Il Genoa non si può mai consolidare come grande squadra. Perché? Perché tutti gli anni i migliori giocatori vanno via. Preziosi “fa un po’ di negozio” (traducibile dallo spagnolo come “fare un po’ di business”, n.d.r.), almeno secondo la nostra visione da Barcellona. Perché tutti gli anni Preziosi acquista 20/30 giocatori e vende 20/30 giocatori.

Qua in Spagna, se una squadra come il Genoa fa un buon campionato, è molto facile che venda i suoi gioielli alle big o è più facile che ci costruisca una squadra intorno?

Il Genoa è un po’ come l’Espanyol, il Betis Siviglia oppure la Real Sociedad. Sono squadre che fanno una stagione molto buona con due, tre, quattro oppure cinque giocatori molto bravi, che però la stagione successiva vanno via. Così non si riesce mai a consolidarsi come buona squadra.

Se ti nomino Thiago Motta? Parlami del Thiago Motta in versione blaugrana e del Thiago Motta in versione rossoblù.

Thiago Motta, secondo me, è un buon giocatore. Nel Barcellona non ha avuto molta fortuna, ma nel gioco del Genoa è stato un eccellente centrocampista. Al Barcellona inizialmente giocò titolare, poi venne declassato a causa degli infortuni.

Come avete reagito quando ha firmato con il Genoa?

Qui ci siamo rallegrati perché era andato a giocare nel Genoa.

E se ti nomino Milito?

Milito, secondo me, è il tipico giocatore per una squadra di medio livello.

In che senso?

Sì, non so se avrebbe avuto gli stessi numeri al Barcellona. Milito al Real Zaragoza segnò molto perché tutta la squadra giocava per lui. Se fosse andato a giocare nel Barcellona o nel Real Madrid non tutta la squadra avrebbe giocato per lui. Tutta la squadra avrebbe giocato per tutta la squadra. Per esempio, il Barcellona ha avuto giocatori come Riquelme, Saviola e Maxi López. Maxi López in Argentina era considerato un giocatore fantastico, ma nel Barcellona era un giocatore di seconda categoria.

Dal Genoa è appena andato via Pinilla. È seguito qui in Spagna come giocatore?

Sì, è famoso soprattutto per la Selección (nazionale di calcio del Cile, n.d.r.).

Al suo posto potrebbe arrivare Borriello. Che ricordo hai di lui?

Io credo che Borriello sia un giocatore da Genoa e che sia perfetto per il gioco del Genoa.

Come è visto Gasperini nel vostro club?

I tifosi del Genoa sono un pochino come i tifosi del Barcellona. Quando il Genoa gioca bene e vince dicono: «Oh l’allenatore! Oh Gasperini!». Invece, quando il Genoa perde, come anche quelli del Barcellona, dicono: «Via Gasperini! Via tutti i giocatori!». Secondo me è un buon allenatore e, attualmente, il miglior allenatore possibile per il Genoa perché conosce i giocatori, conosce il club, conosce i tifosi e conosce tutta la società. Credo che i tifosi del Genoa debbano avere un po’ di pazienza. Il problema del Genoa non è l’allenatore, ma i giocatori che di anno in anno se ne vanno. Così è impossibile costruire una squadra, perché una squadra non funziona il primo anno, ma funziona il secondo o il terzo. E se i migliori giocatori partono diventa impossibile.

Il calcio di Gian Piero Gasperini e più un gioco da calcio italiano o da calcio spagnolo?

Io credo che Gasperini nella sua testa voglia giocare come una squadra spagnola ma con giocatori schierati come nel calcio italiano. Io credo che il problema sia la mentalità dei giocatori. Per esempio qualche partita fa, quando il Genoa era terzo in classifica, avrebbe dovuto avere la mentalità per mantenere la posizione. Ho sentito molti tifosi dare la colpa all’arbitro per quanto riguarda le ultime due partite. Io credo, però, che i giocatori giochino un po’ nervosi per la situazione. È più una questione di testa, secondo me.

Ora ovviamente mi nominerai Messi. Ma, realisticamente parlando, se potessi portare al Genoa un giocatore che hai visto nel campionato spagnolo, chi porteresti?

Ora gioca in Inghilterra (allo Stoke City, n.d.r.), ma Bojan Krkić sarebbe un buon giocatore per il Genoa. Bojan ha avuto un problema con Guardiola perché il mister gli diceva: «Tu gioca in Primavera e quando ti chiamo giochi in prima squadra». E Bojan invece rispondeva: «No, io sono un giocatore della prima squadra». Dopo il Barcellona è stato alla Roma, al Milan e all’Ajax.

Domani verrà pubblicata la terza ed ultima parte dell’intervista. Stay tuned!

Non dimenticare di prendere attentamente visione del disclaimer del sito, nel quale sono indicati i termini e le condizioni alla cui accettazione sono subordinati l'accesso e la navigazione nel sito stesso. | Don't forget to carefully read the website disclaimer, where there are the terms and conditions which every guest must respect to be allowed to surf the own website.

Matteo Calautti
About Matteo Calautti 3276 Articles
Libero professionista nell'ambito della comunicazione, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Fondatore di Liguria a Spicchi, portale dedicato alla pallacanestro ligure, nonché responsabile della comunicazione del Comitato Regionale Ligure di Basket. Ricopre il ruolo di social media manager, addetto stampa e content creator di società sportive e attività commerciali. È autore e conduttore di Liguria a Spicchi TV e lavora per Dilettantissimo, trasmissioni televisive rispettivamente di pallacanestro e calcio, entrambe su Telenord. Ha collaborato con varie testate tra le quali Londra Italia, East Journal e Io Gioco Pulito. Trainer nazionale del CISV, associazione globale di volontariato di cui è follemente innamorato. Arbitro di calcio, allenamento alternativo per leadership e decision making.