F8 COPPA ITALIA – Venezia mette la freccia nel terzo quarto, Milano parte bene ma è out

Studio Fisioterapico Giovanni Gerbino
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Alla Vitrifrigo Arena va in scena la seconda semifinale delle Final Eight di Coppa Italia, in cui si affrontano Reyer Venezia di coach De Raffaele e Olimpia Milano di coach Messina. Terzultimo atto della kermesse di Pesaro 2020.

Nei primi minuti del primo quarto le due squadre si studiano. Sergio Rodríguez sblocca la sfida e Stefano Tonut risponde immediatamente. La maggiore fisicità di Milano nell’area dei tre secondi inizia a farsi sentire con il passare dei minuti: prima Kaleb Tarczewski realizza quattro punti in trenta secondi, poi sale in cattedra Luis Scola: tap in e canestro con fallo per il +6 biancorosso. Coach De Raffaele chiama così timeout ed inserisce Austin Daye, eroe della semifinale contro la Dinamo Sassari grazie al suo canestro della vittoria all’overtime. Andrea Di Nicolao fatica ad entrare in partita, mentre dall’altra parte Cinciarini conferisce equilibrio ai suoi. L’Olimpia tocca il +12 anche grazie alla tripla di Nemanja Nedović, con i Lagunari che faticano a trovare una quadra. Paul Biligha garantisce quantità: un rimbalzo offensivo e una stoppata importante. Ariel Filloy entra in campo e spezza con una tripla il parziale di 17-2 delle Scarpette Rosse ma capitan Cinciarini risponde con la stessa moneta. Venezia spinge a fine frazione e inanella un mini parziale di 5-0 ad opera di Mitchell Watt e di capitan Michael Bramos, autore di una tripla su passaggio pregevole di Daye. Le due squadre vanno così al break sul 22-15.

Nel secondo quarto gli attacchi faticano. Parziale solamente di 2-0 per i veneziani dopo i primi quattro minuti di gioco, con canestro di Watt. Milano si assesta con l’asse composto da Scola e Rodríguez mette di nuovo il muso avanti in doppia cifra con il +11 che costringe coach De Raffaele al timeout. De Nicolao si accende dall’arco, l’ex Real Madrid gli risponde in penetrazione e Jeremy Chappell vola in contropiede per il -5, con coach Messina che chiama i suoi a raccolta. Timeout chiamato nuovamente pochi istanti dopo, quando Daye realizza un gioco da tre punti che avvicina gli Orogranata a -2. La stella dei veneti con permette ai suoi di chiudere sul -2 grazie a due tiri liberi a tempo quasi scaduto. Le due squadre vanno così a riposo a contatto. Un dato su tutti risulta evidente: Venezia troppo disordinata, con Milano capace di segnare ben 14 punti su palle perse dagli avversari, al contrario dei soli 3 veneziani.

Al rientro in campo Venezia trova il primo vantaggio con il tiro dalla lunga distanza da parte di Bramos, cui risponde il solito energico Tarczewski risponde ma è tutta un’altra Venezia. La squadra di coach De Raffaele mette a segno un 7-0 di parziale avviato da Chappell e concluso dalla schiacciata di un Watt in grande spolvero. Coach Messina chiama così timeout sul +4 orogranata. Pronti, via e Micov riporta i suoi sul -1 dall’arco ma Daye mostra il suo repertorio offensivo mettendo in scena un vero e proprio clinic in un’azione: cambio di mano, finta, cambio di mano, perno e step back meraviglioso e così Venezia sempre avanti sul +4. Ma non gli basta: pochi istanti dopo arriva anche la tripla che vale il +7, con la panchina veneta che esplode. Coach Messina fa riposare Scola ma la sua uscita si fa sentire a rimbalzo, con l’argentino che aveva catturato il 33% dei rimbalzi difensivi di squadra nel primo tempo (6/18). La squadra di coach De Raffaele sente l’odore del sangue e azzanna l’Olimpia: due canestri di Tonut conducono i Lagunari sul +10, per la prima volta sulla doppia cifra di vantaggio. L’Olimpia tenta di riagganciare gli avversari ma De Nicolao spinge i suoi sul +10 con cui si chiude il terzo quarto.

Ad inizio terzo quarto Milano prova a rimetterla in piedi. Nedović e Rodríguez spingono danno ritmo alla manovra e le Scarpette Rosse si riportano sul -4, a due possessi di distanza. Coach Messina insiste sulla fisicità di Scola e Tarczewski, mentre coach De Raffaele getta nella mischia nuovamente Tonut per arginare l’aridità offensiva della sua Reyer in questa frazione (zero punti nei primi cinque minuti abbondanti). Daye spezza il 6-0 di parziale, Scola gli risponde portando a lezione i suoi avversari dentro l’area dei tre secondi. Vantaggio a elastico per l’Umana tra il +4 e il +6, con Milano che non riesce ad affondare. Coach Messina inserisce Jeff Brooks e Venezia si dispone a zona per cercare di sfruttare le non ottime percentuali al tiro dei lombardi. Detto, fatto: Micov infila il canestro del -2 e coach De Raffaele chiama a raccolta i suoi. Capitan Bramos colpisce dall’arco e Rodríguez restituisce il favore, ma a sua volta De Nicola piazza la bomba del +5 a uno e mezzo dalla fine. Lo stesso spagnolo trascina letteralmente i suoi riportandoli a -3, ma capitan Bramos conquista con le unghie e con i denti tre tiri liberi: 1/3 dalla lunetta per l’americano ma rimbalzo più che decisivo di Watt, che poi chiude la sfida con il tap-in che vale il +5 a undici secondi dalla fine. Partita dunque finita nonostante il 4/5 finale dalla lunetta e Venezia concretizza così ciò che ha creato in un terzo quarto decisivo e vola in finale. Notte fonda per Milano a Pesaro.

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About Matteo Calautti 3293 Articles
Giornalista, ufficio stampa, social media manager e content creator genovese, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Fondatore di Liguria a Spicchi, sito sportivo dedicato alla pallacanestro ligure, nonché autore e conduttore di Liguria a Spicchi TV, in onda su Telenord. Collabora con l’ufficio stampa della Federazione Italiana Vela nel ruolo di social media manager, ricopre il ruolo di Responsabile Comunicazione del Comitato Regionale Liguria della Federazione Italiana Pallacanestro e di reporter per trasmissione calcistica televisiva Dilettantissimo, in onda su Telenord. Cura la comunicazione di attività commerciali e società sportive tra le quali il Ligorna, la terza squadra calcistica di Genova. Formatore nazionale del CISV, associazione internazionale di volontariato di cui è follemente innamorato.